Human Rights & Democracy

Dichiarazione congiunta sulla Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili

Bruxelles, 06/02/2015 - 00:00, UNIQUE ID: 150206_01
Joint Statements

In occasione della Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili, che si celebra il 6 febbraio, l'Alto Rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione Europea, Federica Mogherini, la Commissaria per la giustizia, i consumatori e la parità di genere, Vĕra Jourová, e il Commissario per la cooperazione internazionale e lo sviluppo, Neven Mimica, hanno rilasciato la seguente dichiarazione:

Oggi ribadiamo all'unisono il nostro appello permanente ad applicare una tolleranza zero per le mutilazioni genitali femminili in Europa e nel mondo.

Alla stregua di altre pratiche dannose, le mutilazioni genitali femminili imprigionano donne e bambine in un sistema di valori iniquo e deleterio per lo sviluppo e per l'intera società. Secondo le stime, potrebbero esservi non meno di 125 milioni di vittime in tutto il mondo, di cui 500 000 nella sola UE. Queste pratiche hanno effetti devastanti e irreversibili sulla loro salute e sul loro benessere, e possono portare anche alla morte.

Ci impegniamo quotidianamente per porre fine alle mutilazioni genitali femminili che violano i diritti umani e i diritti dei minori. Condanniamo con fermezza tutte le forme di violenza contro le donne e le bambine: questo tipo di violenza non si giustifica per nessun motivo, che si tratti di usanze, tradizioni, cultura, rispetto della vita privata, religione o questioni d'onore, e nessuno di questi fattori può essere addotto dagli Stati come alibi per il mancato rispetto dell'obbligo di prevenire ed eliminare le violenze contro le donne e di perseguire i responsabili.

L'UE interviene su molti fronti per combattere le mutilazioni genitali femminili, nell'ambito di una strategia globale volta a promuovere l'uguaglianza di genere. La Commissione sostiene il lavoro svolto dalle ONG presso le comunità che praticano le mutilazioni genitali femminili, coinvolgendo donne, bambine, uomini, bambini e leader tradizionali e religiosi. In aggiunta ai fondi attualmente erogati per finanziare il lavoro svolto a livello degli Stati membri e sul campo, già quest'anno saranno messi a disposizione altri 4,5 milioni di euro per sostenere progetti volti a prevenire e combattere le violenze legate a pratiche dannose nell'Unione europea.

Stiamo inoltre creando una piattaforma web sulle mutilazioni genitali femminili ad uso degli operatori, che sono i primi ad entrare in contatto con le vittime e con le ragazze a rischio. Il nostro obiettivo è raggiungere le persone in prima linea, come infermiere, giudici, funzionari competenti in materia di asilo, insegnanti, medici e agenti di polizia, per aiutarle a porre fine a queste pratiche.

A livello internazionale, l'UE esorta tutti i paesi a vietare e punire le mutilazioni genitali femminili nonché ad adottare opportuni provvedimenti per modificare le norme sociali che le giustificano, dando centralità a questo tema nel dialogo politico e sui diritti umani con i paesi partner interessati. L'UE sostiene il miglioramento delle legislazioni nazionali per combattere le mutilazioni genitali femminili, promuove le azioni di sensibilizzazione, un'istruzione che sia valida ed equa in termini di genere e il lavoro delle organizzazioni di base. Esempi sono il sostegno all'impegno profuso dalla società civile in Liberia per garantire alle donne l'accesso alla giustizia e per ridurre le mutilazioni genitali femminili, le misure adottate in Guinea Bissau per creare un contesto atto a tutelare i diritti delle donne, promuovere l'abbandono delle mutilazioni genitali femminili e venire in aiuto alle vittime. Si sostengono inoltre interventi in paesi quali il Mali, l'Uganda, la Sierra Leone, l'Egitto, la Mauritania, Gibuti, lo Yemen, il Senegal, il Benin e il Togo.

Continueremo ad adoperarci, in collaborazione con l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, per migliorare la raccolta di dati e le nostre conoscenze in merito alle mutilazioni genitali femminili. Proseguiremo la collaborazione con gli esperti di livello nazionale ed accademico, che partecipano direttamente agli sforzi per porre fine a queste pratiche presso le comunità. Il nostro obiettivo è fare in modo che le pratiche delle mutilazioni genitali femminili cessino in tutto il mondo. Giudichiamo positiva la recente entrata in vigore della convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, che rappresenta un quadro appropriato per combattere in modo efficace la violenza contro le donne e le bambine, comprese le mutilazioni genitali femminili, a livello nazionale ed europeo.

L'Unione europea ribadisce il proprio impegno incondizionato a combattere ogni forma di violenza basata sul genere, sia in seno all'Unione che nelle relazioni esterne. Proseguiremo la nostra azione comune per far sì che le mutilazioni genitali femminili siano vietate nell'UE e nel resto del mondo e che l'uguaglianza di genere diventi realtà.

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