European Union External Action

Piano di attuazione in materia di sicurezza e difesa - Factsheet

Bruxelles, 06/03/2018 - 17:44, UNIQUE ID: 171019_26
Factsheets

"Oggi, possiamo esplorare insieme le tecnologie di domani nel campo della difesa e sviluppare insieme le nostre capacità di difesa. Possiamo effettuare insieme acquisizioni per assicurarci tutte le capacità necessarie e spendere anche in modo efficace. Possiamo intervenire insieme in operazioni volte a gestire e prevenire le crisi, rafforzare i nostri partner, accrescere la sicurezza dei nostri cittadini. Questa è l'Unione europea di sicurezza e difesa che stiamo creando." Alta rappresentante e vicepresidente Federica Mogherini, 13 dicembre 2017

Piano di attuazione in materia di sicurezza e difesa

Sulla scorta della strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell'UE, presentata nel giugno 2016, l'alta rappresentante e vicepresidente Federica Mogherini ha presentato nel novembre 2016 un piano di attuazione in materia di sicurezza e difesa, al fine di innalzare il livello di ambizione della politica di sicurezza e difesa dell'Unione europea.

Basandosi su questo piano, il 14 novembre 2016 i ministri degli esteri e della difesa hanno adottato conclusioni del Consiglio volte a stabilire un nuovo livello di ambizione per la politica di sicurezza e di difesa dell'UE e a fornire orientamenti sulle azioni necessarie per realizzare tali ambizioni.

Queste azioni si fondano sulle tre priorità strategiche derivate dalla strategia globale:

  1. la risposta alle crisi e ai conflitti esterni quando insorgono,
  2. lo sviluppo delle capacità dei partner,
  3. la protezione dell'Unione europea e dei suoi cittadini attraverso l'azione esterna

Occorre quindi rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri dell'UE per lo sviluppo delle capacità di difesa, migliorare le strutture e le procedure dell'UE di gestione delle crisi e intensificare la cooperazione con i partner internazionali, in particolare la NATO.

Nel perseguire tali obiettivi l'UE manterrà un approccio integrato nei confronti delle questioni di sicurezza e difesa: le sfide in tema di sicurezza esigono la mobilitazione di strumenti diplomatici, di sviluppo, umanitari, commerciali e di altri tipo, oltre ai mezzi di mera sicurezza e difesa. L'UE assicurerà anche il coordinamento fra i suoi strumenti interni ed esterni, poiché i confini fra la sicurezza interna ed esterna sono sempre più labili.

Alcune delle principali azioni da attuare:

Intensificazione della cooperazione in materia di difesa

  • Il Consiglio ha approvato le modalità volte a instaurare la revisione coordinata annuale sulla difesa (CARD), come anche un collaudo, avviato nell'autunno 2017; una prima relazione è prevista nel novembre 2018. La CARD promuoverà una cooperazione rafforzata in materia di difesa fra gli Stati membri attraverso una maggiore trasparenza circa i piani di difesa, che aiuterà gli Stati membri a realizzare le capacità militari chiave traendo vantaggio dalle economie di scala.
  • L'Agenzia europea per la difesa e gli Stati membri partecipanti continueranno a lavorare sugli incentivi e sui meccanismi volti a rafforzare la cooperazione europea in materia di difesa.
  • Insieme agli Stati membri dell'UE, proseguiranno i lavori volti a individuare le capacità necessarie, in particolare attraverso il prossimo riesame del piano di sviluppo delle capacità (CDP) previsto per la primavera 2018, tenendo altresì conto degli aspetti in materia di ricerca e tecnologia e industriali.

Cooperazione strutturata permanente

  • I trattati dell'UE contemplano la possibilità di una cooperazione strutturata permanente (PESCO) attraverso la quale gli Stati membri che ne hanno la volontà e la capacità possono assumere impegni maggiormente vincolanti fra di loro, sviluppare capacità comuni di difesa, investire in progetti condivisi o creare formazioni multinazionali.
  • Nel dicembre 2017 il Consiglio ha formalmente istituito la PESCO in seguito a una notifica congiunta firmata da 25 Stati membri in cui hanno sottoscritto reciprocamente un insieme di 20 impegni più vincolanti. In tale occasione, gli Stati membri partecipanti alla PESCO hanno individuato una prima serie di 17 progetti collaborativi che realizzeranno in gruppi distinti.
  • Il quadro di riferimento e il processo basati sui trattati imprimeranno un impulso per una maggiore cooperazione nello sviluppo delle capacità di difesa, basate per la prima volta su impegni vincolanti assunti da ciascuno Stato membro che decida di parteciparvi. L'attuazione della PESCO si incentra sulla realizzazione, da parte degli Stati membri, degli impegni assunti e sull'istituzione del processo annuale previsto per valutarla, come anche sulla prosecuzione dei progetti PESCO. Questo consentirà di rafforzare l'efficienza e i risultati della difesa europea e di realizzare il livello di ambizione dell'UE.

Cooperazione strutturata permanente

  • I trattati dell'UE contemplano la possibilità di una cooperazione strutturata permanente (PESCO) attraverso la quale gli Stati membri che ne hanno la volontà e la capacità possono assumere impegni maggiormente vincolanti fra di loro, sviluppare capacità comuni di difesa, investire in progetti condivisi o creare formazioni multinazionali.
  • Nel dicembre 2017 il Consiglio ha formalmente istituito la PESCO in seguito a una notifica congiunta firmata da 25 Stati membri in cui hanno sottoscritto reciprocamente un insieme di 20 impegni più vincolanti. In tale occasione, gli Stati membri partecipanti alla PESCO hanno individuato una prima serie di 17 progetti collaborativi che realizzeranno in gruppi distinti.
  • Il quadro di riferimento e il processo basati sui trattati imprimeranno un impulso per una maggiore cooperazione nello sviluppo delle capacità di difesa, basate per la prima volta su impegni vincolanti assunti da ciascuno Stato membro che decida di parteciparvi. L'attuazione della PESCO si incentra sulla realizzazione, da parte degli Stati membri, degli impegni assunti e sull'istituzione del processo annuale previsto per valutarla, come anche sulla prosecuzione dei progetti PESCO. Questo consentirà di rafforzare l'efficienza e i risultati della difesa europea e di realizzare il livello di ambizione dell'UE.
  • Capacità civili L'UE dispone già di esperti civili di alto livello e deve potersene avvalere rapidamente. L'UE sta riesaminando quali siano le tipologie di esperti civili necessari alle missioni civili alla luce delle attuali contingenze e ha individuato altresì le opzioni per effettuare azioni più flessibili, rapide e mirate nella gestione civile delle crisi. A richiesta del Consiglio, sono in corso i lavori volti a rafforzare la dimensione civile della PSDC, anche grazie alla preparazione di un piano di sviluppo delle capacità civili.

Reazione rapida

  • A volte reagire rapidamente è l'unico modo per reagire efficacemente. La capacità di reazione militare rapida dell'UE - i gruppi tattici - è stata creata dieci anni fa ma non è ancora stata impiegata. Ne sono state esaminate le cause soggiacenti di ordine politico, tecnico e finanziario e sono state individuate proposte che consentiranno agli Stati membri di porre rimedio ad alcune di queste cause, in particolare migliorando la modularità dei loro gruppi tattici affinché possano essere usati in modo più flessibile. Nell'ambito del riesame del meccanismo Athena sono attualmente in fase di discussione proposte intese a rendere più efficaci le modalità di finanziamento, anche integrando il finanziamento comune dei costi di realizzazione delle operazioni dei gruppi tattici dell'UE.

 

Pianificazione e condotta delle missioni

L'Unione europea ha attualmente 16 missioni e operazioni in corso, sia militari (6) che civili (10). Esiste una struttura permanente in seno al SEAE per la gestione delle missioni civili, la capacità civile di pianificazione e condotta (CPCC). Il Consiglio ha convenuto di istituire anche una nuova capacità permanente di pianificazione e condotta operative nell'ambito del SEAE per le missioni militari non esecutive. Tale capacità militare di pianificazione e condotta (MPCC), istituita nel giugno 2017 all'interno dello Stato maggiore dell'UE presso il SEAE, ha assunto l'autorità di comando su tutte le missioni militari non esecutive (attualmente 3 missioni di formazione nella Repubblica centrafricana, in Mali e in Somalia), affinché siano pianificate e svolte in modo coordinato e coerente. Per rafforzare le sinergie con la pianificazione e la condotta delle missioni civili, il Consiglio ha altresì deciso di formare una cellula comune di coordinamento del sostegno degli esperti civili e militari affinché possano condividere le conoscenze e sostenere la cooperazione pratica a livello civile e militare.

Prosecuzione dei partenariati PSDC

In quanto parte di un partenariato PSDC, un paese terzo può partecipare attivamente a una missione o a un'operazione dell'UE in ambito PSDC. Questo tipo di partenariato e di cooperazione con paesi che condividono i valori dell'UE può contribuire all'efficacia e all'incisività delle missioni e operazioni in ambito PSDC. La cooperazione con la NATO ha raggiunto livelli senza precedenti. Saranno altresì intensificati i lavori con l'ONU, l'UA e l'OSCE. Sulla base delle proposte dell'alta rappresentante, il Consiglio ha convenuto di elaborare un approccio più strategico alla cooperazione in materia di PSDC con i partner, aiutandoli altresì ad aumentare la loro resilienza e a sviluppare le loro capacità.

La politica di sicurezza e di difesa comune - PSDC

La politica di sicurezza e di difesa comune, varata nel 1999, costituisce uno strumento essenziale della politica estera dell'UE. Essa conferisce all'UE la facoltà di intervenire al di fuori del suo territorio attraverso missioni e operazioni civili e militari di gestione delle crisi finalizzate al mantenimento della pace, alla prevenzione dei conflitti e al rafforzamento della sicurezza internazionale. La PSDC rappresenta altresì un quadro di riferimento per la cooperazione fra gli Stati membri finalizzata allo sviluppo delle capacità di difesa, in particolare attraverso l'Agenzia europea per la difesa.

16 missioni e operazioni militari e civili nel mondo

Tutte le missioni e operazioni dell'UE sono condotte nel rispetto del diritto internazionale, di norma sulla base di un mandato dell'ONU e/o di un invito delle autorità nazionali del paese interessato.