European Union External Action

Verso un'Unione europea più forte in materia di sicurezza e di difesa

19/11/2018 - 16:26
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Negli ultimi anni le sfide globali non sono divenute solo più numerose, ma anche più complesse, multidimensionali e fluide. La strategia globale dell'UE in materia di politica estera e di sicurezza, presentata nel giugno 2016, mette in evidenza il forte legame esistente fra la sicurezza interna ed esterna dell'UE in un contesto geopolitico in evoluzione. Nessun paese, da solo, può far fronte a queste minacce emergenti. Quando si tratta di sicurezza, gli interessi di tutti gli Stati membri dell'UE sono inscindibilmente connessi. Questo è il motivo per cui l'UE crea le condizioni che consentono una collaborazione più stretta tra gli Stati membri in materia di difesa. ntire la pace nel nostro continente e la sicurezza dei nostri cittadini è al centro del progetto europeo.

Perché occorre più UE nel settore della sicurezza e della difesa?

L'UE deve essere in grado di curare i propri interessi in materia di sicurezza. Questo livello più elevato di ambizione per collaborare nel settore della difesa è una risposta chiara alla domanda dei partner globali dell'UE che chiedono una capacità di risposta rapida ed efficace alle crisi. Ancora più importante, questo approccio rappresenta anche una risposta alle aspettative della maggioranza dei 500 milioni di cittadini europei, che vogliono maggiore sicurezza, stabilità e una risposta coordinata dell'UE alle minacce attuali (cfr. anche le ultime indagini Eurobarometro). In questo contesto, la difesa costituisce solo un elemento del mix unico di strumenti dell'UE, che però è stato in gran parte trascurato negli ultimi decenni e che sarà fondamentale per salvaguardare gli interessi europei nel presente e ancora di più nel futuro.

Arricchire ulteriormente l'insieme degli strumenti dell'UE per la gestione delle crisi

L'UE e i suoi Stati membri attuano una serie di nuovi strumenti e misure per aumentare l'efficacia delle loro azioni: ad esempio tramite nuove strutture di comando per le missioni militari di formazione oppure per attraverso politiche volte a rafforzare la dimensione civile della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC). Allo stesso tempo sono state gettate fondamenta più solide per continuare a sviluppare e a rafforzare le capacità di sicurezza e di difesa. La cooperazione e il coordinamento sono quindi al centro dell'approccio dell'UE.

L'UE deve assumersi la responsabilità strategica di agire da sola, se necessario, e con i partner, ogniqualvolta possibile. Questo è il motivo per cui l'Unione sta rafforzando la cooperazione con gli altri partner internazionali come la NATO e le Nazioni Unite.

Missioni e operazioni militari e civili a guida UE

L'UE conduce attualmente sei missioni e operazioni militari sulla terraferma e in mare per contribuire a creare un ambiente sicuro e protetto, combattere i pirati e smantellare le reti di trafficanti. Per rafforzare il coordinamento e la cooperazione sul campo, nel 2017 è stato istituito un centro di comando unico (la MPCC) per le missioni militari di formazione dell'Unione europea attualmente in corso in Mali, Somalia e Repubblica centrafricana. Inoltre, lo strumento europeo per la pace - un nuovo fondo al di fuori del bilancio pluriennale dell'Unione - permetterà di finanziare azioni operative nel quadro della politica estera e di sicurezza comune (PESC) che hanno implicazioni nel settore militare o della difesa e pertanto consentirà maggiore flessibilità ed efficacia nelle operazioni condotte all'estero.

Tuttavia le missioni militari sono solo un elemento della serie di strumenti dell'UE per far fronte alle sfide complesse in materia di sicurezza che ci troviamo oggi ad affrontare. Nei paesi partner sono altresì in corso dieci missioni civili per prevenire conflitti e sostenere lo sviluppo di capacità per quanto riguarda lo Stato di diritto e la riforma del settore della sicurezza. Gli Stati membri hanno riconosciuto il ruolo fondamentale svolto dalle missioni civili della PSDC per affrontare le sfide in materia di sicurezza, tra cui la criminalità organizzata, il terrorismo e le minacce ibride, e nel 2018 hanno deciso di rafforzare ulteriormente la dimensione civile della PSDC tramite il cosiddetto patto sulla dimensione civile.

map csdp 2018 IT
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Nuovi quadri, strumenti e mezzi per rafforzare la cooperazione in materia di difesa fra gli Stati membri

Un esempio importante dei progressi compiuti è la cooperazione strutturata permanente (PESCO). Si tratta di un quadro pratico dell'UE che consente agli Stati membri partecipanti di proseguire la cooperazione su progetti concreti in materia di sicurezza e di difesa. Dei 28 Stati membri dell'UE, 25 hanno aderito alla PESCO e hanno sottoscritto impegni vincolanti. Finora 34 progetti sono stati presentati da gruppi di Stati membri e adottati dal Consiglio. I rispettivi Stati membri ora cooperano per potenziare o sviluppare formazioni ed esercitazioni militari, capacità militari sulla terraferma, in aria e in mare, nonché nel settore sempre più importante della ciberdifesa. 

pesco projects
pesco projects

La revisione coordinata annuale sulla difesa (CARD) rappresenta un altro elemento importante della piattaforma di cooperazione dell'UE in materia di difesa. Gli Stati membri condividono i loro piani di spesa per la difesa al fine di individuare carenze, aumentare la coerenza e possibilmente beneficiare di notevoli vantaggi in termini di efficacia e di risparmio.  Inoltre, tramite la creazione di un Fondo europeo per la difesa, gli Stati membri cofinanzieranno per la prima volta la ricerca e lo sviluppo comuni in materia di capacità militari. Collettivamente l'Europa si colloca al secondo posto nel mondo per la spesa militare. Queste nuove disposizioni contribuiranno allo sviluppo di capacità e utilizzi comuni più efficaci.

pesco structure
pesco structure

La mobilità militare è ancora un altro risultato ottenuto recentemente grazie alla più stretta cooperazione fra gli Stati membri dell'UE, ma anche con gli alleati della NATO. Che sia ai fini delle esercitazioni militari, della formazione comune o della preparazione di interventi in paesi terzi, la mobilità delle forze armate degli Stati membri dell'UE è fondamentale per poter unire le forze e svolgere i propri compiti.

L'UE sta inoltre adottando misure concrete per rafforzare la resilienza, ad esempio migliorando le capacità di conoscenza, analisi e risposta alla minacce ibride tramite il centro europeo di eccellenza per la lotta contro le minacce ibride o l'Accademia europea per la sicurezza e la difesa (AESD), che ha lanciato una ciberpiattaforma per promuovere le capacità in materia di cibersicurezza in tutta Europa.

Partenariati con la NATO e vantaggi reciproci

La cooperazione tra l'UE e la NATO costituisce uno dei pilastri delle attività dell'UE per migliorare la sicurezza e la difesa europee nell'ambito dell'attuazione della strategia globale dell'UE. Contribuisce inoltre alla ripartizione transatlantica degli oneri. Un'Unione europea più forte e una NATO più forte si rafforzano a vicenda.

In tale contesto, le due organizzazioni hanno intensificato in maniera significativa la loro cooperazione. A seguito di una dichiarazione congiunta del 2016, nei mesi di dicembre 2016 e 2017 il Consiglio dell'UE e il Consiglio della NATO hanno approvato una serie comune di proposte. Nel complesso, 74 azioni concrete sono attualmente in fase di attuazione in vari settori, mentre le successive relazioni sull'andamento dei lavori hanno messo in risalto i rapidi progressi e il valore aggiunto della cooperazione UE-NATO.

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