European Union External Action

Punto stampa dell'Alto rappresentante/vice-presidente Federica Mogherini a seguito della celebrazione della consegna dei diplomi del corso di addestramento della guardia costiera e marina libica

La Valletta, 08/02/2017 - 19:09, UNIQUE ID: 170208_11
Press releases

Punto stampa dell'Alto rappresentante/vice-presidente Federica Mogherini a seguito della celebrazione della consegna dei diplomi del corso di addestramento della guardia costiera e marina libica

Federica Mogherini alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione, visita all'operazione EUNAVFOR Sophia

Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione, visita l'operazione EUNAVFOR Sophia

La Valletta, 8 Febbraio 2017
Fa fede solo il testo pronunciato

Innanzitutto benvenuti a questa, credo possiamo dire breve, conferenza stampa perché avete sentito ciò che abbiamo detto nel momento della consegna dei diplomi. Quindi da parte mia dirò soltanto qualche parola. Innanzitutto, questo è un momento di svolta nella gestione che l'Unione europea fa della migrazione lungo la rotta del Mediterraneo centrale, che è una rotta fondamentale. Qui c'è una congiunzione d'interessi e di lavoro tra l'Unione europea e le sue istituzioni, la presidenza maltese, il governo italiano - che naturalmente guardiamo al Mediterraneo e al sud - con un lavoro per gestire in modo efficace e umano il fenomeno delle migrazioni nel Mediterraneo centrale. E' una priorità per l'Unione europea, l'operazione Sophia l'ha fatto in questo periodo nelle acque internazionali. Il fatto di aver aggiunto una funzione di addestramento della guardia costiera libica, con tutte le difficoltà iniziali che potete immaginare, ci porta oggi a consegnare alla guardia costiera libica, al primo gruppo di persone che abbiamo addestrato, non soltanto dei diplomi, ma anche una capacità di operare nelle acque territoriali lungo la costa. Questo processo andrà avanti e ci consentirà anche di accompagnare il loro lavoro nei mesi che verranno.

Finisco soltanto con il dire che per l'Unione europea questo è soltanto una parte del lavoro che facciamo sull'immigrazione, perché in parallelo lavoriamo con i Paesi africani, in particolare i paesi di origine e di transito, per gestire i flussi prima che entrino in Libia, creando opportunità di lavoro in Africa, consegnando alla giustizia sospetti trafficanti – vorrei ricordare che l'operazione Sophia nel Mediterraneo ha consegnato alla giustizia italiana 101 sospetti trafficanti oltre ad aver neutralizzato 380 imbarcazioni. Quindi c'è la lotta al traffico come principale attività, ma c'è anche appunto un'attività che viene fatta più a sud della Libia, sul confine meridionale del paese, nel Sahel, prima che i flussi entrino nei paesi di transito.

Vorrei anche dire, e finisco, che il nostro lavoro sulla migrazione è solo una parte del lavoro che l'Unione europea fa con la Libia perché il nostro principale obiettivo è quello di stabilizzare il paese, renderlo sicuro accompagnare un processo politico che possa portare finalmente ad un'uscita da una crisi troppo lunga e di questo chiaramente continuiamo non soltanto a parlare, ma anche su questo continuiamo a lavorare tutti insieme, in 28 con il Primo Ministro Fayez al-Sarraj, con i nostri interlocutori della regione, con le Nazioni Unite. Vorrei anche ringraziare – l'ho già fatto durante la cerimonia – l'UNHCR e l'IOM che hanno cooperato con noi, non soltanto durante questa formazione, ma anche in tutto il lavoro che facciamo sulla gestione dei flussi migratori. Per noi alzare gli standard di diritti umani, di protezione dei migranti è fondamentale, è il modo europeo di gestire i flussi e grazie alla loro collaborazione riusciamo a migliorare la condizione di vita di moltissime persone.

Grazie

Domande e risposte

1. Un passo fondamentale per quest'addestramento sarà quello di entrare nelle acque libiche, prima o poi e assistere i guardiacoste libici nelle loro acque. Si è discusso, si sta discutendo di questo, ci sono tempi, previsioni?

Il mandato dell'operazione Sophia, che vorrei ricordare è un'operazione che ha comando italiano con l'Ammiraglio Enrico Credendino e comando a Roma, ma che è operazione dell'Unione europea a cui partecipano 25 stati membri, comprende anche con una fase successiva: quella di poter operare in acque territoriali libiche su invito delle autorità libiche e con il sostegno della comunità internazionale. Non siamo oggi in questa fase. Questo per il momento resta nel mandato, nel piano dell'operazione, ma quello che vorrei sottolineare è che - che lo faccia l'operazione Sophia, con le forze europee, che lo facciano le forze libiche con la guardia costiera che abbiamo formato - l'importante è che le acque territoriali libiche siano controllate e che questo lavoro al tempo stesso di smantellamento delle bande criminali, di messa in sicurezza delle acque territoriali e delle coste anche sugli altri traffici che hanno luogo, dal petrolio alle armi e anche di salvataggio in mare - che come sapete è un dovere del mare che noi onoriamo con grande attenzione - che da parte nostra, che da parte libica, l'importante è che questo si faccia. Quindi certamente noi nei mesi successivi continueremo a lavorare per sostenere questo impegno, accompagnando le forze libiche, ma con un grande rispetto per la sovranità libica, con un grande rispetto per la presa di responsabilità che il Primo Ministro Sarraj, ma anche le altre autorità, penso alle municipalità, stanno mostrando nell'assumersi la responsabilità di un controllo che sicuramente non è facile, e da questo punto di vista loro hanno tutto il nostro sostegno, l'importante non è tanto chi lo fa, ma che il lavoro venga fatto e fatto bene.

2. Qual è il futuro dell'operazione Sophia? Il terzo step sarà appunto probabilmente quello di coordinarsi all'interno delle acque libiche, dopodiché abbiamo anche una scadenza temporale, mi pare di ricordare a luglio prossimo del 2017. Poi qual è il futuro dell'operazione o comunque il futuro delle operazioni all'interno del Mar Mediterraneo a livello europeo con particolare attenzione anche a quello che possono essere appunto i traffici non soltanto di salvaguardia della vita in mare, ma anche i traffici di petrolio e armi.

Come sapete l'operazione è operativa da quasi 600 giorni e quando l'abbiamo lanciata, per esempio il training della guardia costiera non rientrava nel suo mandato, così come il contributo al controllo alla realizzazione dell'embargo sulle armi. Questo significa che l'operazione non soltanto è stata lanciata molto velocemente, come il Ministro Roberta Pinotti ha ricordato, a dimostrazione che l'Unione europea, se unita e determinata può essere anche molto rapida, ma abbiamo cambiato, ampliato, approfondito il mandato dell'operazione stessa nell'arco di quest'anno e mezzo di operazione. Questo potrà continuare a succedere, è in corso in queste settimane un processo di revisione del mandato dell'operazione. Quindi gli stati membri stanno insieme a me discutendo del futuro dell'operazione, è quindi troppo presto per me poter condividere quali saranno gli orientamenti, ma quello che vedo è che tutti gli stati membri, tutti e 25 gli stati membri che hanno un attivo coinvolgimento nell'operazione, ma anche gli altri, quindi tutti gli stati membri stanno vedendo l'operazione come estremamente utile, estremamente positiva, non soltanto da un punto di vista operativo, ma da un punto di vista politico, con un grande sostegno internazionale dall'Unione Africana, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e che quindi sicuramente continuerà ad esserci un forte investimento da parte dell'Unione europea e dei suoi stati membri a che l'operazione continui. Sulla revisione del mandato, è troppo presto per me per poter dire quale sarà l'esito, ma certamente avverrà nell'arco dei prossimi mesi.

3. Si colgono dai vostri interventi larvate preoccupazioni sull'effetto politico in Libia di un contrasto serio ai traffici, considerando la potenza di fuoco, di denari, che questi clan hanno, temete un cambio di equilibri interno alla Libia?

[…]Se posso aggiungere a rafforzare, sottolineare, quello che il Primo Ministro maltese Joseph Muscat e il Ministro della Difesa italiano Roberta Pinotti hanno appena detto, proprio due giorni fa a Bruxelles, con il Consiglio affari esteri a cui ovviamente ha anche dato un fondamentale contributo il Ministro degli Esteri Maltese George Vella, che è qui con noi oggi, abbiamo affrontato essenzialmente questo: come l'Unione europea può fare di più per sostenere politicamente la Libia in questo momento. E per questo dico: non è solo l'immigrazione il tema di cui discutiamo con la Libia, è anche la sicurezza, il rilancio dell'economia, perché non dimentichiamoci che la Libia è un paese ricco che non avrebbe bisogno di fare affidamento sul business del traffico di esseri umani per avere alti standard economici, posto che la sicurezza lo consenta e che le revenues siano giustamente incanalate e con un lavoro politico volto a rafforzare l'unità del Paese, questo è il nostro sforzo. Quindi questa è soltanto una parte del nostro lavoro, la parte principale è il sostegno politico per cercare di uscire da questi sei anni di crisi con l'unità del paese.

4. Questa che è adesso una missione europea è partita come una missione italiana con Mare Nostrum e con l'europea Triton. Adesso che bilancio si può fare? L'Italia in realtà guida ancora qui con le sue unità la parte dell'addestramento, c'era prima una nave olandese, però il Vice-Presidente Mogherini parlava di 25 paesi. Il contributo di questi paesi è importante o noi siamo (noi italiani) sempre quelli che più di altri impegnano uomini e risorse per questa missione?
[…] Se volete posso darvi i numeri, ho citato 25 stati membri che partecipano attivamente all'operazione, alcuni con assetti navali, tra questi l'Italia, la Germania, la Gran Bretagna e la Spagna, alcuni con assetti aerei, Italia, Spagna, Lussemburgo, Francia, alcuni con il loro personale militare, la maggior parte, 24, alcuni con personale militare e fondi, e alcuni soltanto con fondi. Quindi è effettivamente un'operazione che senza l'Italia non sarebbe esistita perché è nata su un'iniziativa italiana e con un fortissimo impegno italiano, che continua ad esserci – il Primo Ministro l'ha definito il backbone, la spina dorsale di questo impegno, e per questo io vorrei veramente ringraziare il governo italiano, ma che è un'operazione pienamente europea che vede tutti gli europei fortemente impegnati e credo che sia veramente un ottimo esempio di cooperazione anche istituzionale.  

Video:
http://ec.europa.eu/avservices/video/player.cfm?ref=I133385


Press point by High Representative/Vice-President Federica Mogherini following the graduation ceremony of the first training package of the Libyan Navy Coast Guard and Libyan Navy

Federica Mogherini, High Representative of the Union for Foreign Affairs and Security Policy / Vice-President of the Commission, visit of EUNAVFOR Operation Sophia

Valletta, 8 February 2017
Check against delivery!

First of all welcome to this, I think I can say short press conference, because you have heard what we have said when we awarded the diplomas. So from my side, I will only say a couple of words. First of all: this is a turning point in the European Union's management of migration along the Central Mediterranean route, which is a fundamental route.  We are joining up of efforts and work between the European Union and its institutions, the Maltese presidency, the Italian government – since we naturally look to the Mediterranean and the South – with a work to manage migration along the central Mediterranean in an efficient and human way. It is a priority for the European Union, Operation Sophia has done it in this period in international waters. The fact that a function was added with the training of the Libyan coast guard, with all the initial difficulties you can imagine, brings us today to awarding to the Libyan coast guard, to the first group of people we trained, not only diploma but also a capacity to operate in the territorial waters along the coast. This process will go forward and will also allow us to accompany their work in the months to come.

I will finish by saying that for the European Union this is only a part of the work we do on migration, because in parallel we work with the African countries, in particular the countries of origin and transit, to manage the flows before they enter Libya, creating employment opportunities in Africa, handing over to justice suspected traffickers – I want to remind that in the Mediterranean Operation Sophia has handed to the Italian judicial system 101 suspected traffickers besides having neutralised 380 boats. So there is the fight against trafficking as main activity, but also an activity that is conducted more to the south of Libya, on the  southern border of the country, in the Sahel, before the flows enter in the countries of transit.

I also want to say, and then I finish, that our work on migration is only one part of the work that the European union is doing with Libya, because our main objective is the one of stabilising the country, making it safer, accompany a political process that could finally bring an end to a crisis that has been going on for too long and we will clearly continue not only to talk about this, but we will also continue to work on it all together, the 28 with Prime Minsiter Fayez al-Sarraj, with our interlocutors in the region, with the United Nations. I also would like to thank – I already did it during the ceremony – the UNHCR and the IOM who cooperated with us, not only during this training, but also in all the work we do on managing the migrant flows. For us raising the standards on human rights, on migrant protection is fundamental, it is the European way of managing the flows and thanks to their cooperation we manage to improve the living conditions of so many people.  

1.    A fundamental step for this training would be to enter in Libyan territorial waters, earlier or later, and assist the Libyan Coastguard in their own waters. If this is discussed, are there discussions on this, are there timeframes, estimates?

The mandate of operation Sophia, which I want to recall to you is an operation that has an Italian command with Admiral Enrico Credendino and headquarters in Rome, but is an operation of the European Union where 25 member states participate, its mandate also includes a consecutive phase which will allow it to be able to operate in Libyan territorial waters on the invitation of the Libyan authorities and with the support of the international community. Today we are not in this phase. This stays within the mandate for the moment, in the operation plan, but what I want to underline is the following: never mind if Operation Sophia, with the European forces do it, if the Libyan forces with the coastguard that we trained do it, the important thing is that the Libyan territorial waters are being controlled and that this work at the same time dismantles the criminal networks, makes the territorial waters and coasts secure also of other trafficking that takes place, from petrol to arms and also through rescue operations at sea, that are, as you know, an obligation at sea that we honour with great attention on our side, and also on Libyan side. The important thing is that this is done, so we will for sure in the next month's continue to work to support this endeavour, accompanying the Libyan forces, but with great respect for Libyan sovereignty, with great respect for the responsibility of Prime Minister Sarraj. But also the other authorities – I am thinking of the municipalities here – are showing in taking on their responsibility in a control that is for sure not easy, and from this point of view they have all our support, the important thing is not who does it but that the work is done, and done well.  

2.    What is the future of operation Sophia? The third step will be probably to coordinate within Libyan territorial waters, after this we will also have an expiration date, I think I remember July 2017. What will be the future of the operation afterwards or the future of the operation in the Mediterranean on a European scale when it comes to trafficking, not only saving lives at sea, but also petrol and weapons trafficking

As you know, the operation is operative since almost 600 days and when we launched it, for example the training of the coast guard was not in its mandate, as well as the contribution to the arms embargo, this means not only that the operation was launched very quickly, as Minister Roberta Pinotti recalled, a demonstration that the European Union, when it is united, can also be very fast, but we changed, enlarged, deepened the mandate of the operation itself in the framework of this year-and-a-half of operations. This can continue to happen, and a process of revision of the mandate is on the way during these weeks, meaning the member states and I are together discussing the future of the operation. It is thus too early for me to be able to share with you in which direction it will go, but what I see and what all member states, all and the 25 member states that are actively involved in the operation, but also the other, so all the member states, see is that the operation is extremely useful, extremely positive, not only from an operational point of view, but also from a political point of view, with large support from the African Union, the UN Security Council, and therefore there will surely continue to be a strong investment from the side of the European Union and its Member States so that the operation goes on. On the revision of the mandate it is too early for me to say what the outcome will be, but we will surely have it in the framework of the next months.

3.    On the political effects the clans running trafficking could have.
[…] If I can add and underline what the Maltese Prime Minister Joseph Muscat and the Italian Defence Minister Roberta Pinotti have just said, only two days ago in Brussels, at the Foreign Affairs Council to which obviously also Maltese Foreign Minister George Vella, who is here with us today, gave a strong contribution, we essentially confronted together the following: how can the European Union do more to politically support Libya in this moment. And to this I say: migration is not the only issue that we discuss with Libya, it is also security, the revitalisation of the economy, because we should not forget that Libya is a rich country that would not need to rely on the human trafficking business to have high economic standards, provided that the security situation allows for it and that the revenues are correctly channelled and with political work to strengthen the unity of the country, this is our effort. Therefore this is just one part of our work, the main part is the political support to find a way out of these six years of crisis with a united country.  

4.    On Italy's role in the Operation and training
[…] If you want I can give you numbers: I cited 25 member states that actively participate in the operation, some with naval assets, among which Italy, Germany, Great Britain and Spain, some with areal assets, Italy, Spain, Luxembourg, France, some with military personnel, the biggest part, 24, some with military personnel and funds, and some only with funding. So it is effectively an operation that would not exist without Italy because it was born on an Italian initiative and a very strong Italian commitment, that continues to be – the Prime Minister defined it as the backbone, the spine of this effort, and for this I would really like to thank the Italian government, but it is a fully European operation that sees all the Europeans strongly engaged and I believe that it is an excellent example of cooperation also institutionally.  


Video:
http://ec.europa.eu/avservices/video/player.cfm?ref=I133385
La Valletta, 8 Febbraio 2017

Fa fede solo il testo pronunciato


Innanzitutto benvenuti a questa, credo possiamo dire breve, conferenza stampa perché avete sentito ciò che abbiamo detto nel momento della consegna dei diplomi. Quindi da parte mia dirò soltanto qualche parola. Innanzitutto, questo è un momento di svolta nella gestione che l'Unione europea ha della migrazione lungo la rotta del Mediterraneo centrale, che è una rotta fondamentale. Qui c'è una congiunzione d'interessi e di lavoro tra l'Unione europea e le sue istituzioni, la presidenza maltese, il governo italiano - che naturalmente guardiamo al Mediterraneo e al sud - con un lavoro per gestire in modo efficace e umano il fenomeno delle migrazioni nel Mediterraneo centrale. E' una priorità per l'Unione europea, l'operazione Sophia l'ha fatto in questo periodo nelle acque internazionali. Il fatto di aver aggiunto una funzione di addestramento della guardia costiera libica, con tutte le difficoltà iniziali che potete immaginare, ci porta oggi a consegnare alla guardia costiera libica, al primo gruppo di persone che abbiamo addestrato, non soltanto dei diplomi, ma anche una capacità di operare nelle acque territoriali lungo la costa. Questo processo andrà avanti e ci consentirà anche di accompagnare il loro lavoro nei mesi che verranno.


Finisco soltanto con il dire che per l'Unione europea questo è soltanto una parte del lavoro che facciamo sull'immigrazione, perché in parallelo lavoriamo con i Paesi africani, in particolare i paesi di origine e di transito, per gestire i flussi prima che entrino in Libia, creando opportunità di lavoro in Africa, consegnando alla giustizia sospetti trafficanti – vorrei ricordare che l'operazione Sophia nel Mediterraneo ha consegnato alla giustizia italiana 101 sospetti trafficanti oltre ad aver neutralizzato 380 imbarcazioni. Quindi c'è la lotta al traffico come principale attività, ma c'è anche appunto un'attività che viene fatta più a sud della Libia, sul confine meridionale del paese, nel Sahel, prima che i flussi entrino nei paesi di transito.


Vorrei anche dire e finisco che il nostro lavoro sulla migrazione è solo una parte del lavoro che l'Unione europea fa con la Libia perché il nostro principale obiettivo è quello di stabilizzare il paese, renderlo sicuro accompagnare un processo politico che possa portare finalmente ad un'uscita da una crisi troppo lunga e di questo chiaramente continuiamo non soltanto a parlare, ma anche su questo continuiamo a lavorare tutti insieme, in 28 con il Primo Ministro Fayez al-Sarraj, con i nostri interlocutori della regione, con le Nazioni Unite. Vorrei anche ringraziare – l'ho già fatto durante la cerimonia – l'UNHCR e l'IOM che hanno cooperato con noi, non soltanto durante questa formazione, ma anche in tutto il lavoro che facciamo sulla gestione dei flussi migratori. Per noi alzare gli standard di diritti umani, di protezione dei migranti è fondamentale, è il modo europeo di gestire i flussi e grazie alla loro collaborazione riusciamo a migliorare la condizione di vita di moltissime persone.


Grazie


Domande e risposte


1. Un passo fondamentale per quest'addestramento sarà quello di entrare nelle acque libiche, prima o poi e assistere i guardiacoste libici nelle loro acque. Si è discusso, si sta discutendo di questo, ci sono tempi, previsioni?


Il mandato dell'operazione Sophia, che vorrei ricordare è un'operazione che ha comando italiano con l'Ammiraglio Enrico Credendino e comando a Roma, ma che è operazione dell'Unione europea a cui partecipano 25 stati membri, comprende anche con una fase successiva: quella di poter operare in acque territoriali libiche su invito delle autorità libiche e con il sostegno della comunità internazionale. Non siamo oggi in questa fase. Questo per il momento resta nel mandato, nel piano dell'operazione, ma quello che vorrei sottolineare è che: che lo faccia l'operazione Sophia, con le forze europee, che lo facciano le forze libiche con la guardia costiera che abbiamo formato, l'importante è che le acque territoriali libiche siano controllate e che questo lavoro al tempo stesso di smantellamento delle bande criminali, di messa in sicurezza delle acque territoriali e delle coste anche sugli altri traffici che hanno luogo, dal petrolio alle armi e anche di salvataggio in mare - che come sapete è un dovere del mare che noi onoriamo con grande attenzione - che da parte nostra, che da parte libica, l'importante è che questo si faccia. Quindi certamente noi nei mesi successivi continueremo a lavorare per sostenere questo impegno, accompagnando le forze libiche, ma con un grande rispetto per la sovranità libica, con un grande rispetto per la presa di responsabilità che il Primo Ministro Sarraj, ma anche le altre autorità, penso alle municipalità, stanno mostrando nell'assumersi la responsabilità di un controllo che sicuramente non è facile, e da questo punto di vista loro hanno tutto il nostro sostegno, l'importante non è tanto chi lo fa, ma che il lavoro venga fatto e fatto bene.


2. Qual è il futuro dell'operazione Sophia? Il terzo step sarà appunto probabilmente quello di coordinarsi all'interno delle acque libiche, dopodiché abbiamo anche una scadenza temporale, mi pare di ricordare a luglio prossimo del 2017. Poi qual è il futuro dell'operazione o comunque il futuro delle operazioni all'interno del Mar Mediterraneo a livello europeo con particolare attenzione anche a quello che possono essere appunto i traffici non soltanto di salvaguardia della vita in mare, ma anche i traffici di petrolio e armi.


Come sapete l'operazione è operativa da quasi 600 giorni e quando l'abbiamo lanciata, per esempio il training della guardia costiera non rientrava nel suo mandato, così come il contributo al controllo alla realizzazione dell'embargo sulle armi. Questo significa che l'operazione non soltanto è stata lanciata molto velocemente, come il Ministro Roberta Pinotti ha ricordato, a dimostrazione che l'Unione europea, se unita e determinata può essere anche molto rapida, ma abbiamo cambiato, ampliato, approfondito il mandato dell'operazione stessa nell'arco di quest'anno e mezzo di operazione. Questo potrà continuare a succedere, è in corso in queste settimane un processo di revisione del mandato dell'operazione. Quindi gli stati membri stanno insieme a me discutendo del futuro dell'operazione, è quindi troppo presto per me poter condividere quali saranno gli orientamenti, ma quello che vedo è che tutti gli stati membri, tutti e 25 gli stati membri che hanno un attivo coinvolgimento nell'operazione, ma anche gli altri, quindi tutti gli stati membri stanno vedendo l'operazione come estremamente utile, estremamente positiva, non soltanto da un punto di vista operativo, ma da un punto di vista politico, con un grande sostegno internazionale dall'Unione Africana, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e che quindi sicuramente continuerà ad esserci un forte investimento da parte dell'Unione europea e dei suoi stati membri a che l'operazione continui. Sulla revisione del mandato, è troppo presto per me per poter dire quale sarà l'esito, ma certamente avverrà nell'arco dei prossimi mesi.


3. Si colgono dai vostri interventi larvate preoccupazioni sull'effetto politico in Libia di un contrasto serio ai traffici, considerando la potenza di fuoco, di denari, che questi clan hanno, temete un cambio di equilibri interno alla Libia?


[…]Se posso aggiungere a rafforzare, sottolineare, quello che il Primo Ministro maltese Joseph Muscat e il Ministro della Difesa italiano Roberta Pinotti hanno appena detto, proprio due giorni fa a Bruxelles, con il Consiglio affari esteri a cui ovviamente ha anche dato un fondamentale contributo il Ministro degli Esteri Maltese George Vella, che è qui con noi oggi, abbiamo affrontato essenzialmente questo: come l'Unione europea può fare di più per sostenere politicamente la Libia in questo momento. E per questo dico: non è solo l'immigrazione il tema di cui discutiamo con la Libia, è anche la sicurezza, il rilancio dell'economia, perché non dimentichiamoci che la Libia è un paese ricco che non avrebbe bisogno di fare affidamento sul business del traffico di esseri umani per avere alti standard economici, posto che la sicurezza lo consenta e che le revenues siano giustamente incanalate e con un lavoro politico volto a rafforzare l'unità del Paese, questo è il nostro sforzo. Quindi questa è soltanto una parte del nostro lavoro, la parte principale è il sostegno politico per cercare di uscire da questi sei anni di crisi con l'unità del paese.


4. Questa che è adesso una missione europea è partita come una missione italiana con Mare Nostrum e con l'europea Triton. Adesso che bilancio si può fare? L'Italia in realtà guida ancora qui con le sue unità la parte dell'addestramento, c'era prima una nave olandese, però il Vice-Presidente Mogherini parlava di 25 paesi. Il contributo di questi paesi è importante o noi siamo (noi italiani) sempre quelli che più di altri impegnano uomini e risorse per questa missione?

[…] Se volete posso darvi i numeri, ho citato 25 stati membri che partecipano attivamente all'operazione, alcuni con assetti navali, tra questi l'Italia, la Germania, la Gran Bretagna e la Spagna, alcuni con assetti aerei, Italia, Spagna, Lussemburgo, Francia, alcuni con il loro personale militare, la maggior parte, 24, alcuni con personale militare e fondi, e alcuni soltanto con fondi. Quindi è effettivamente un'operazione che senza l'Italia non sarebbe esistita perché è nata su un'iniziativa italiana e con un fortissimo impegno italiano, che continua ad esserci – il Primo Ministro l'ha definito il backbone, la spina dorsale di questo impegno, e per questo io vorrei veramente ringraziare il governo italiano, ma che è un'operazione pienamente europea che vede tutti gli europei fortemente impegnati e credo che sia veramente un ottimo esempio di cooperazione anche istituzionale.


Video:

http://ec.europa.eu/avservices/video/player.cfm?ref=I133385



Press point by High Representative/Vice-President Federica Mogherini following the graduation ceremony of the first training package of the Libyan Navy Coast Guard and Libyan Navy


Federica Mogherini, High Representative of the Union for Foreign Affairs and Security Policy / Vice-President of the Commission, visit of EUNAVFOR Operation Sophia


Valletta, 8 February 2017

Check against delivery!


First of all welcome to this, I think I can say short press conference, because you have heard what we have said when we awarded the diplomas. So from my side, I will only say a couple of words. First of all: this is a turning point in the European Union's management of migration along the Central Mediterranean route, which is a fundamental route.  We are joining up of efforts and work between the European Union and its institutions, the Maltese presidency, the Italian government – since we naturally look to the Mediterranean and the South – with a work to manage migration along the central Mediterranean in an efficient and human way. It is a priority for the European Union, Operation Sophia has done it in this period in international waters. The fact that a function was added with the training of the Libyan coast guard, with all the initial difficulties you can imagine, brings us today to awarding to the Libyan coast guard, to the first group of people we trained, not only diploma but also a capacity to operate in the territorial waters along the coast. This process will go forward and will also allow us to accompany their work in the months to come.


I will finish by saying that for the European Union this is only a part of the work we do on migration, because in parallel we work with the African countries, in particular the countries of origin and transit, to manage the flows before they enter Libya, creating employment opportunities in Africa, handing over to justice suspected traffickers – I want to remind that in the Mediterranean Operation Sophia has handed to the Italian judicial system 101 suspected traffickers besides having neutralised 380 boats. So there is the fight against trafficking as main activity, but also an activity that is conducted more to the south of Libya, on the  southern border of the country, in the Sahel, before the flows enter in the countries of transit.


I also want to say, and then I finish, that our work on migration is only one part of the work that the European union is doing with Libya, because our main objective is the one of stabilising the country, making it safer, accompany a political process that could finally bring an end to a crisis that has been going on for too long and we will clearly continue not only to talk about this, but we will also continue to work on it all together, the 28 with Prime Minsiter Fayez al-Sarraj, with our interlocutors in the region, with the United Nations. I also would like to thank – I already did it during the ceremony – the UNHCR and the IOM who cooperated with us, not only during this training, but also in all the work we do on managing the migrant flows. For us raising the standards on human rights, on migrant protection is fundamental, it is the European way of managing the flows and thanks to their cooperation we manage to improve the living conditions of so many people.


    A fundamental step for this training would be to enter in Libyan territorial waters, earlier or later, and assist the Libyan Coastguard in their own waters. If this is discussed, are there discussions on this, are there timeframes, estimates?


The mandate of operation Sophia, which I want to recall to you is an operation that has an Italian command with Admiral Enrico Credendino and headquarters in Rome, but is an operation of the European Union where 25 member states participate, its mandate also includes a consecutive phase which will allow it to be able to operate in Libyan territorial waters on the invitation of the Libyan authorities and with the support of the international community. Today we are not in this phase. This stays within the mandate for the moment, in the operation plan, but what I want to underline is the following: never mind if Operation Sophia, with the European forces do it, if the Libyan forces with the coastguard that we trained do it, the important thing is that the Libyan territorial waters are being controlled and that this work at the same time dismantles the criminal networks, makes the territorial waters and coasts secure also of other trafficking that takes place, from petrol to arms and also through rescue operations at sea, that are, as you know, an obligation at sea that we honour with great attention on our side, and also on Libyan side. The important thing is that this is done, so we will for sure in the next month's continue to work to support this endeavour, accompanying the Libyan forces, but with great respect for Libyan sovereignty, with great respect for the responsibility of Prime Minister Sarraj. But also the other authorities – I am thinking of the municipalities here – are showing in taking on their responsibility in a control that is for sure not easy, and from this point of view they have all our support, the important thing is not who does it but that the work is done, and done well.  


    What is the future of operation Sophia? The third step will be probably to coordinate within Libyan territorial waters, after this we will also have an expiration date, I think I remember July 2017. What will be the future of the operation afterwards or the future of the operation in the Mediterranean on a European scale when it comes to trafficking, not only saving lives at sea, but also petrol and weapons trafficking


As you know, the operation is operative since almost 600 days and when we launched it, for example the training of the coast guard was not in its mandate, as well as the contribution to the arms embargo, this means not only that the operation was launched very quickly, as Minister Roberta Pinotti recalled, a demonstration that the European Union, when it is united, can also be very fast, but we changed, enlarged, deepened the mandate of the operation itself in the framework of this year-and-a-half of operations. This can continue to happen, and a process of revision of the mandate is on the way during these weeks, meaning the member states and I are together discussing the future of the operation. It is thus too early for me to be able to share with you in which direction it will go, but what I see and what all member states, all and the 25 member states that are actively involved in the operation, but also the other, so all the member states, see is that the operation is extremely useful, extremely positive, not only from an operational point of view, but also from a political point of view, with large support from the African Union, the UN Security Council, and therefore there will surely continue to be a strong investment from the side of the European Union and its Member States so that the operation goes on. On the revision of the mandate it is too early for me to say what the outcome will be, but we will surely have it in the framework of the next months.


    On the political effects the clans running trafficking could have.

[…] If I can add and underline what the Maltese Prime Minister Joseph Muscat and the Italian Defence Minister Roberta Pinotti have just said, only two days ago in Brussels, at the Foreign Affairs Council to which obviously also Maltese Foreign Minister George Vella, who is here with us today, gave a strong contribution, we essentially confronted together the following: how can the European Union do more to politically support Libya in this moment. And to this I say: migration is not the only issue that we discuss with Libya, it is also security, the revitalisation of the economy, because we should not forget that Libya is a rich country that would not need to rely on the human trafficking business to have high economic standards, provided that the security situation allows for it and that the revenues are correctly channelled and with political work to strengthen the unity of the country, this is our effort. Therefore this is just one part of our work, the main part is the political support to find a way out of these six years of crisis with a united country.  


    On Italy's role in the Operation and training

[…] If you want I can give you numbers: I cited 25 member states that actively participate in the operation, some with naval assets, among which Italy, Germany, Great Britain and Spain, some with areal assets, Italy, Spain, Luxembourg, France, some with military personnel, the biggest part, 24, some with military personnel and funds, and some only with funding. So it is effectively an operation that would not exist without Italy because it was born on an Italian initiative and a very strong Italian commitment, that continues to be – the Prime Minister defined it as the backbone, the spine of this effort, and for this I would really like to thank the Italian government, but it is a fully European operation that sees all the Europeans strongly engaged and I believe that it is an excellent example of cooperation also institutionally.  



Video: http://ec.europa.eu/avservices/video/player.cfm?ref=I133385