European Union External Action

Militari e civili europei insieme contro il coronavirus

07/04/2020 - 17:27
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07/04/2020 - Per affrontare la pandemia globale occorre una mobilitazione senza precedenti a tutti i livelli.

 

Le nostre forze armate svolgono un ruolo fondamentale nel contenere la diffusione del virus. Oggi il mondo è avvolto nell'incertezza, ma una cosa è chiara: la salute è una vera e propria questione di sicurezza.

 

Sul fronte esterno l'UE sta lavorando alacremente per aiutare i cittadini europei bloccati fuori dall'UE a tornare a casa. È inoltre pienamente mobilitata per contribuire a creare una strategia di risposta globale e multilaterale e assistere le persone che si trovano in paesi fragili e in situazioni di conflitto.

Nella crisi attuale anche l'aspetto della sicurezza e della difesa è cruciale. Ieri, nel corso di una videoconferenza con i ministri della difesa dell'UE, abbiamo discusso il ruolo svolto dalle nostre forze armate nella lotta contro il virus. I ministri hanno inoltre convenuto sulla necessità che l'UE, anche durante la crisi del coronavirus, porti avanti il suo impegno in materia di sicurezza attraverso le sue missioni e operazioni all'estero. Oggi il mondo è avvolto nell'incertezza, ma una cosa è chiara: la salute è una vera e propria questione di sicurezza.

L'Unione europea combatte il coronavirus e le sue conseguenze su tutti i fronti. Per quanto riguarda il fronte esterno, siamo fortemente impegnati a favorire il rimpatrio dei cittadini europei bloccati fuori dall'UE. Stiamo inoltre lavorando per rafforzare il coordinamento globale di fronte alla pandemia. Attualmente stiamo fronteggiando anche un'"infodemia", vale a dire la diffusione di informazioni dannose che possono mettere in pericolo vite umane.

Il nostro personale militare e della sicurezza civile sta dando il suo pieno contributo alla lotta contro la crisi. Ieri ho convocato una videoconferenza con i ministri della difesa dell'UE proprio per discutere le implicazioni della Covid-19 per la sicurezza e la difesa europee. Abbiamo discusso il ruolo delle forze armate nel fronteggiare la crisi e l'impatto sulle missioni e le operazioni dell'UE in corso nel mondo.

Le nostre forze armate svolgono un ruolo fondamentale nel contenere la diffusione del virus: forniscono trasporti e supporto logistico; costruiscono ospedali in tempi record; dispiegano il loro personale medico e sostengono la polizia e altri servizi nazionali. Sono rimasto colpito dai numerosi esempi provenienti da tutta Europa che mostrano il sostegno delle forze armate alla popolazione in questo periodo difficile.

Questo lavoro però non è svolto solo all'interno dei confini nazionali: gli aerei militari hanno riportato a casa cittadini dell'Unione europea bloccati fuori dall'UE, hanno trasportato pazienti da un paese all'altro e hanno fornito attrezzature. Sono esempi concreti della solidarietà europea, è una storia che deve essere raccontata. Quando l'Europa è attaccata dai suoi detrattori (all'interno e all'esterno dell'UE) non dobbiamo avere paura di fare chiarezza.

A livello dell'UE abbiamo competenze militari che possono contribuire a rafforzare il sostegno reciproco tra le forze armate nazionali e che dobbiamo sfruttare appieno. Per questo motivo siamo al lavoro per istituire una task force nell'ambito del servizio europeo per l'azione esterna, sotto la guida dello Stato maggiore dell'Unione europea, per favorire lo scambio di informazioni e buone prassi: per comunicare in modo più completo ed efficace riguardo alle azioni dei nostri militari e trarne insegnamenti insieme. È importante condividere le nostre conoscenze, le nostre esperienze e le nostre esigenze. Naturalmente anche il coordinamento con i partner resta un pilastro fondamentale del nostro lavoro: penso in particolare alla NATO e alle Nazioni Unite.

Il secondo punto all'ordine del giorno era la presenza dell'UE nel campo della sicurezza al di là delle nostre frontiere e l'impatto del coronavirus sul suo operato. Attualmente l'UE conta quasi 5 000 donne e uomini dispiegati sotto la sua bandiera nei paesi vicini, e non solo, in 17 missioni e operazioni civili e militari. Ieri ci siamo concentrati in particolare su quelle militari. Attualmente sono in corso sei missioni e operazioni militari. La più recente è EUNAVFOR MED IRINI, avviata la settimana scorsa per sostenere l'attuazione dell'embargo sulle armi nei confronti della Libia e lavorare per riportare la pace e la stabilità nel paese.

La nostra prima preoccupazione è garantire la salute e la sicurezza del nostro personale e impedire che il coronavirus colpisca direttamente le persone che prestano servizio nelle nostre missioni e operazioni. L'obiettivo è stato raggiunto grazie a misure preventive tempestive. Mentre il virus si diffonde in tutto il mondo, è però essenziale mantenere la nostra presenza sul campo e continuare a sostenere i nostri partner, anche se talvolta sarà necessario adattare i metodi di lavoro che ci consentono di svolgere le nostre attività.

Dobbiamo tenere conto del modo in cui il virus incide sulle situazioni di conflitto in cui opera l'UE. Il rischio evidente è che la pandemia aggraverà i conflitti esistenti. Ai fini della pace e nell'interesse dei nostri partner e dell'UE dobbiamo continuare a sostenere i paesi e le regioni fragili. Dobbiamo inviare un segnale che il nostro impegno a favore della pace e della sicurezza rimane invariato. Non possiamo lasciare un pericoloso vuoto. Con gli Stati membri abbiamo quindi convenuto di portare avanti il nostro impegno e di ideare soluzioni intelligenti per adattarci alle circostanze senza interrompere il nostro sostegno e, ove possibile, di trovare modi per aiutare i nostri partner a diventare più resilienti di fronte alla pandemia.

Infine sappiamo che la pandemia di Covid-19 avrà profonde implicazioni strategiche che a loro volta influenzeranno la politica di sicurezza e di difesa dell'UE. Questa pandemia dimostra che la sicurezza non può essere intesa in senso stretto e che la salute è diventata una questione di sicurezza. Tutti noi dobbiamo riflettere seriamente su come possiamo migliorare la nostra resilienza e sviluppare capacità di difesa per affrontare situazioni simili in futuro. Mentre affrontiamo la crisi all'interno e all'esterno dobbiamo pianificare il futuro e dobbiamo farlo insieme.