San Marino

L'unico modo per uscire insieme dalla crisi è investire in un approccio "Europa unita"

25/05/2020 - 21:33
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Sono lieto che il mio amico Heiko Maas mi abbia chiesto di intervenire in apertura della conferenza annuale degli ambasciatori tedeschi, insieme alla cancelliera Merkel. In tale occasione ho avuto modo di sottolineare quanto siano alte le aspettative nei confronti della prossima presidenza tedesca dell'UE affinché guidi l'Europa attraverso la crisi e ci permetta di uscirne più forti.

La domanda di cooperazione multilaterale non è mai stata così alta, ma l'offerta è insufficiente.

In diversi momenti della storia europea la Germania ha svolto un ruolo cruciale nell'aiutarci a superare varie crisi. Ad esempio, ricordo molto bene come una precedente presidenza tedesca dell'UE, quella del 2007 (allora ero presidente del Parlamento europeo), abbia aiutato l'Europa a trovare un accordo politico su come andare avanti dopo la bocciatura della Costituzione nei referendum francese e olandese. Il risultato si chiama trattato di Lisbona, e la Germania vi ha contribuito in modo sostanziale.

Tre crisi in dodici anni

Da allora abbiamo attraversato la crisi finanziaria, la crisi dell'euro e da ultimo la crisi migratoria. Tre crisi in dodici anni sono troppe per un'Unione fragile. Ora l'Europa si trova ad affrontarne un'altra, molto più grande, che mette in gioco la sua stessa esistenza.

Dobbiamo affrontarla in tutti i suoi aspetti, sia interni che esterni. Parlando agli ambasciatori ho sottolineato che le proposte per la ripresa suggerite dalla cancelliera Merkel e dal presidente Macron sono audaci, e questo è ciò di cui l'Europa ha bisogno. La pandemia è una crisi simmetrica nelle sue origini, ma asimmetrica nelle conseguenze, in quanto la capacità di bilancio dei diversi Stati presenta enormi differenze. Perciò dobbiamo investire in soluzioni comuni e dare prova di reale solidarietà. Puntando su sovvenzioni e investimenti nell'economia del futuro, nella rivoluzione verde e nella digitalizzazione.

Questo tipo di iniziativa franco-tedesca è più necessario che mai ma al tempo stesso non è sufficiente. Dobbiamo unire l'Europa nel suo insieme.

La domanda di cooperazione multilaterale non è mai stata così alta.

Sia nel mio discorso che in quello del ministro degli Affari esteri tedesco Heiko Maas(link esterno) abbiamo sottolineato come la Covid-19 stia cambiando il mondo agendo essenzialmente come un grande acceleratore della storia, rafforzando tendenze preesistenti. Gli analisti parlano da tempo della fine di un sistema a guida americana e dell'arrivo di un secolo dominato dall'Asia. È quanto sta succedendo davanti ai nostri occhi.

Entrambi abbiamo sottolineato che la domanda di cooperazione multilaterale non è mai stata così alta, ma l'offerta è insufficiente. Di fatto, questa è la prima grave crisi degli ultimi decenni in cui gli Stati Uniti non guidano la risposta internazionale. Ovunque, assistiamo a una crescente rivalità, soprattutto tra Stati Uniti e Cina.

In Europa dobbiamo assumerci le nostre responsabilità, nei consessi multilaterali (nel corso di questa settimana informerò il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su quanto sta facendo l'UE) e nel nostro vicinato.

Durante la presidenza tedesca avremo importanti occasioni, come il vertice UE-Africa o la riunione dei leader UE27-Cina, in cui dovremo collaborare per concretizzare il nostro obiettivo di costruire un approccio geopolitico.

Squadra Europa e "Europa Unita"

Per tutti questi motivi, dobbiamo agire come una squadra Europa, o come un'"Europa Unita", come ha detto il mio amico Heiko. Ciò presuppone, a sua volta, un clima di fiducia e un terreno comune tra di noi.

Tuttavia, troppo spesso siamo incapaci di raggiungere un consenso perché gli Stati membri restano ancorati alle loro posizioni nazionali invece di capire che esiste un interesse comune più ampio. Una risposta dell'UE - anche se imperfetta agli occhi di alcuni Stati membri - è spesso meglio di un silenzio assordante.

Inoltre, abbiamo bisogno delle risorse per essere efficaci. Se vogliamo una politica estera dell'UE che produca risultati, ognuno deve investire in questo obiettivo. Sul piano politico, ma anche su quello finanziario. Spetterà alla presidenza tedesca porre le basi per un accordo sul prossimo bilancio dell'UE.

In un momento cruciale della storia europea, dobbiamo investire in un'Europa ambiziosa. Un'Europa che protegga i suoi cittadini e il suo modello: la migliore combinazione al mondo di libertà politica, prosperità economica e coesione sociale.