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Conferenza sul clima di Parigi: opportunità storica per limitare i cambiamenti climatici pericolosi

30/11/2015 - 00:00
Notizie

L'UE e la Svizzera si prefiggono obiettivi di politica climatica convergenti. Una visione globale, un obiettivo climatico a lungo termine, un meccanismo di verifica periodica e maggiore trasparenza sono infatti anche gli obiettivi che l'Unione europea si pone per la COP21 di Parigi.

Dal 30 novembre all'11 dicembre gli Stati parte alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul clima dovranno negoziare un nuovo accordo globale sul clima. Il risultato è determinante per mantenere l'aumento delle temperature al di sotto del valore critico di 2° C rispetto all'era preindustriale. Secondo il Consiglio mondiale sul clima (IPCC), in caso di superamento di questo valore il rischio di cambiamenti ambientali pericolosi o addirittura catastrofici aumenterebbe in misura massiccia. La nuova «alleanza per il clima» dovrebbe contribuire anche a rafforzare l'impegno delle società per adattarsi agli impatti dei mutamenti climatici. In particolare, occorre aumentare il sostegno finanziario ai paesi in sviluppo per aiutarli nella transizione verso economie a basse emissioni di carbonio e resilienti ai cambiamenti climatici. A tal fine occorrerà intensificare la collaborazione con gli attori non statali e con la popolazione civile

Posizione dell'UE

«A Parigi l'UE punta a un accordo mondiale equo, ambizioso e giuridicamente vincolante», ha dichiarato il Presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker in occasione della conferenza stampa del 25 novembre a Bruxelles durante la quale ha presentato la posizione negoziale europea. Ha poi aggiunto che l'obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto di 2º C entro la fine del secolo è ancora a portata di mano.

L'UE si adopera per raggiungere un accordo globale, duraturo e dinamico che consenta di accelerare la transizione verso economie a basse emissioni di carbonio e resilienti ai cambiamenti climatici. Gli sforzi congiunti dovranno essere verificati regolarmente e rafforzati costantemente e occorrerà mettere a punto un solido sistema di trasparenza e responsabilità affinché le parti e i soggetti interessati possano ragionevolmente sperare che le promesse saranno mantenute.

L'UE ha un ruolo di primo piano nell'impegno a favore del clima. Da un rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente (EEA) pubblicato in ottobre, emerge infatti che è sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 20% entro il 2020. Anzi, la riduzione potrebbe essere superiore all'obiettivo fissato: tra il 1990 e il 2014 i livelli di gas a effetto serra sono diminuiti del 23%. L'UE sta già lavorando alla realizzazione dell'obiettivo di abbattimento delle emissioni per il 2030, pari al 40% rispetto al 1990. Questo è del resto il contributo europeo al nuovo accordo globale sul clima che verrà negoziato e firmato a Parigi.

Un'altra priorità consiste nel finanziamento delle misure internazionali per la protezione del clima: l’UE mantiene il proprio impegno per conseguire congiuntamente l’obiettivo dei paesi sviluppati di mobilitare 100 miliardi di USD all’anno entro il 2020 a favore dell'azione per il clima nei paesi in via di sviluppo. Da una recente relazione dell’OCSE e dalla Climate Policy Initiative è emerso che nel 2014 sono stati impegnati 62 miliardi di USD, il che significa che i paesi sviluppati sono sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo. La maggior parte di questi finanziamenti proviene dall'UE.

UE e Svizzera, uniti contro i cambiamenti climatici

In vista della conferenza di Parigi più di 170 paesi, responsabili di oltre il 95% delle emissioni globali, hanno già illustrato i loro piani per affrontare i cambiamenti climatici. Tra loro anche la Svizzera che, come l'UE, si è fissata un obiettivo ambizioso, ossia dimezzare entro il 2030 le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990. L'UE e la Svizzera perseguono interessi e obiettivi negoziali simili: entrambe puntano a un accordo equo e vincolante che preveda un meccanismo di verifica efficace. 

«Stiamo assistendo alla nascita di un movimento mondiale senza precedenti», ha dichiarato Jean-Claude Juncker alla conferenza stampa del 21 novembre. Il Commissario responsabile per l'Azione per il clima e l'energia Miguel Arias Cañete, che insieme a Juncker condurrà i negoziati a nome dell'UE, ha parlato di una vera e propria svolta. Ha poi aggiunto che lo slancio che si è manifestato nella fase preparatoria della COP21 è la prova evidente del sentimento di urgenza e della volontà politica comune di aprire a Parigi un nuovo capitolo dell'azione internazionale a favore del clima.

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