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Libertà dei media: ora più che mai una necessità

02/05/2021 - 18:56
From the blog

2.5.2021 – Blog dell'AR/VP - Alla vigilia della Giornata mondiale della libertà di stampa, voglio riaffermare il mio impegno e quello dell'UE a favore della libertà dei media, libertà che durante la pandemia di COVID-19 si è purtroppo ridotta in molti paesi. Essendo cresciuto sotto una dittatura, so bene quanto siano fragili il libero accesso alle informazioni e la libertà di parola e quanto siano preziosi per la democrazia.

"La pandemia ha accelerato l'erosione della libertà dei media in tutto il mondo. Dobbiamo agire per invertire questa tendenza, perché senza un'informazione libera e accurata la democrazia non può funzionare."

 

La settimana scorsa in Burkina Faso due giornalisti sono stati uccisi per il solo fatto di aver esercitato la loro professione. La loro morte è un lampante richiamo ai rischi che minacciano i giornalisti, e con loro le nostre società democratiche che fanno affidamento sulla libera stampa. A causa della pandemia di COVID-19, i giornalisti sono spesso costretti a operare in condizioni di pericolo. Le misure di confinamento hanno inoltre inferto gravi danni economici al settore, già in difficoltà, dei media indipendenti, provocando licenziamenti e chiusure. Con il regresso della democrazia in molte parti del mondo, la libertà dei media è sempre più a rischio.

 

"Con il regresso della democrazia in molte parti del mondo, la libertà dei media è sempre più a rischio."

 

Nel paese in cui sono cresciuto la stampa non era libera all'epoca. So quindi molto bene quali costi questo comporti per il dibattito pubblico e i diritti dei cittadini. Sono un grande consumatore di mezzi di comunicazione e nel mio lavoro quotidiano faccio ampio affidamento sulle informazioni e sulle analisi fornite dai giornalisti. In tutta la mia carriera ho avuto l'opportunità di conoscere e apprezzare un gran numero di giornalisti di una vasta gamma di media. So quanto la loro professione fosse diventata difficile in molti paesi già prima della pandemia, a causa del cambiamento dei modelli di business dovuto a internet e dell'ascesa delle ideologie illiberali in tutti i continenti.

La seconda Giornata mondiale della libertà di stampa durante la pandemia di COVID-19

Questa è la seconda volta che celebriamo la Giornata mondiale della libertà di stampa nel pieno della pandemia di COVID-19. Per tutta la crisi sanitaria, i giornalisti hanno lavorato per tenerci informati e al sicuro, a volte assumendosi gravi rischi in prima persona. Ormai è ampiamente dimostrato che la pandemia ha accelerato l'erosione della libertà e del pluralismo dei media. Secondo l'Istituto V-Dem, nel 2020 due paesi del mondo su tre hanno imposto nuove restrizioni ai media.

 

"È ampiamente dimostrato che la pandemia ha accelerato l'erosione della libertà e del pluralismo dei media."

 

Mentre l'attenzione mondiale era concentrata sulla lotta contro il virus, molti governi hanno approfittato della crisi sanitaria per inasprire la censura, ignorare o permettere maltrattamenti ai danni di giornalisti e imporre restrizioni per soffocare la libertà di parola. Nell'ultimo anno giornalisti di tutto il mondo sono stati intimiditi, minacciati, multati, imprigionati, aggrediti e persino assassinati per aver esercitato la loro professione.

Secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti, nel 2020 ben 274 giornalisti, un deplorevole record, sono stati incarcerati in tutto il mondo a causa della loro professione, spesso senza che sia stata espressa alcuna accusa a loro carico. Per il secondo anno consecutivo il numero più alto di giornalisti incarcerati è detenuto dalla Cina, seguita da Turchia, Egitto e Arabia Saudita. Nell'indice sulla libertà di stampa nel mondo 2021, Reporter senza frontiere afferma che la libertà dei media è "completamente bloccata o gravemente ostacolata in 73 paesi e limitata in altri 59, il che rappresenta complessivamente il 73% dei paesi esaminati." Si tratta di una tendenza molto preoccupante.

Un'"infodemia" si affianca alla pandemia di COVID-19

La pandemia di COVID-19 continua inoltre a essere accompagnata da un'"infodemia": una massiccia diffusione di disinformazione sul virus e sugli sforzi per combatterlo. Molti soggetti – statali e non statali – hanno sfruttato le paure della gente per perseguire i loro fini politici o economici, a detrimento della lotta mondiale contro la pandemia. Da parte nostra monitoriamo da vicino e denunciamo queste campagne di disinformazione quando prendono di mira l'UE.

 

"Sostenere e proteggere i media indipendenti non è mai stato così importante. Senza un'informazione libera e accurata alla portata di tutti la democrazia non può funzionare."

 

Sostenere e proteggere i media indipendenti non è mai stato così importante. Per poter fare una scelta informata tra differenti opzioni politiche, i cittadini hanno davvero bisogno di conoscere con precisione i fatti su cui baseranno le loro decisioni. Senza un'informazione libera e accurata alla portata di tutti la democrazia non può funzionare. Ecco perché dobbiamo sostenere fermamente la libertà di stampa e lottare contro la disinformazione.

Se non riusciamo a salvaguardare la libertà e il pluralismo dei media in Europa e nel mondo, potremmo perdere la nostra migliore difesa contro le narrazioni dannose che cercano di minare le nostre democrazie e la nostra unità.

Tre piani d'azione UE nel 2020 per riaffermare il nostro impegno a favore della libertà di stampa

Nel 2020 l'UE ha riaffermato il suo impegno a intensificare gli sforzi a sostegno dell'apertura e della libertà dei media adottando tre piani d'azione[1] che invitano a rafforzare le azioni dell'UE dal punto di vista sia politico sia finanziario, non solo all'interno dell'UE, ma anche nel resto del mondo. Lo scorso dicembre abbiamo inoltre adottato un regime globale di sanzioni in materia di diritti umani, uno strumento aggiuntivo per contrastare in maniera mirata gravi violazioni e abusi dei diritti umani, ovunque si verifichino nel mondo.

Insieme dobbiamo denunciare tutte le violazioni della libertà dei media, chiedere il rilascio incondizionato dei giornalisti detenuti in diversi paesi e assicurare la sopravvivenza economica dei media indipendenti. Proprio come stiamo unendo le forze per porre fine alla pandemia e per combattere i cambiamenti climatici, dobbiamo anche garantire che le generazioni future possano continuare a godere del loro diritto fondamentale a fruire di media liberi e indipendenti.

 

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[1] Il piano d'azione 2020-2024 per i diritti umani e la democrazia, il piano d'azione per la democrazia europea e il piano d'azione dell'UE per i media.