Delegation of the European Union 
to the United States

Omaggio agli europei che hanno sacrificato la loro vita

21/11/2021 - 18:42
From the blog

21.11.2021 - Blog dell'AR/VP - Giovedì scorso abbiamo reso omaggio al personale militare e civile che ha perso la vita in servizio durante le operazioni militari dell'UE. Questa commovente cerimonia coincideva con il 20° anniversario dello Stato maggiore dell'UE ed è stata anche l'occasione di guardare al futuro della sicurezza e della difesa europee.

"Per rendere omaggio ai nostri colleghi caduti nelle missioni e operazioni dell'UE, è nostro dovere portare avanti il loro lavoro e rendere l'UE credibile quale garante della sicurezza internazionale."

 

PESC, CPCC, PSDC, AED, PESCO, CPS, CIVCOM, EUMC ed EUMS - Le azioni intraprese dall'Unione europea nell'ambito della politica estera e di sicurezza sono ricche di acronimi e spesso complesse. Tuttavia, v'è qualcosa di realmente tangibile: le nostre operazioni militari e civili sul campo. Donne e uomini provenienti da tutti gli Stati membri dell'UE prestano servizio sotto la bandiera europea nelle operazioni di mantenimento della pace, di gestione delle crisi e di prevenzione dei conflitti.

Sacrificare la propria vita con spirito di abnegazione per un mondo migliore e più sicuro

In occasione del 20° anniversario dello Stato maggiore dell'UE (EUMS), abbiamo reso omaggio agli sforzi prodigati dalle donne e dagli uomini che hanno prestato e ancora prestano servizio nelle missioni e operazioni dell'UE, ma soprattutto abbiamo reso omaggio e ricordato coloro che con spirito di abnegazione hanno sacrificato la propria vita per un mondo migliore e più sicuro.

 

"È stato molto commovente vedere tutti quei soldati provenienti dai nostri Stati membri riuniti nel cortile del SEAE intorno alla stele che commemora coloro che sono caduti al servizio dell'Unione europea."

 

Alla cerimonia hanno partecipato il presidente del comitato militare dell'Unione europea (EUMC), il generale Graziano, il direttore generale dell'EUMS, l'ammiraglio di squadra Bléjean, nonché gli ex direttori generali dell'EUMS, gli ambasciatori del comitato politico e di sicurezza (CPS) e i rappresentati militari degli Stati membri dell'UE.

È stato molto commovente vedere tutti quei soldati riuniti con le loro bandiere nel cortile del servizio europeo per l'azione esterna, intorno alla stele che commemora coloro che sono caduti al servizio dell'Unione europea, al suono dell'inno dell'UE eseguito dalla banda sinfonica reale dell'aeronautica belga, seguito da un minuto di silenzio interrotto dal suono del tamburo e dal successivo lamento di una cornamusa, con corone di fiori depositate sotto la bandiera europea a mezz'asta mentre il direttore generale dell'EUMS e il presidente dell'EUMC facevano il saluto militare a nome di tutti gli ospiti militari. Se oggi siamo abituati alla presenza di strutture militari nelle istituzioni dell'UE, ricordo bene che solo 20 anni fa molti si dovevano abituare, in un primo momento, a vedere uniformi militari negli edifici dell'UE.

Prestare servizio sotto la bandiera europea per garantire sicurezza e stabilità in tutto il mondo

Dall'istituzione dell'EUMS 20 anni fa, sono state condotte finora oltre 30 missioni e operazioni civili e militari dell'UE. I militari provenienti dai nostri Stati membri operano dai Balcani all'Africa centrale, dal Corno d'Africa al Sahel e dal Mediterraneo all'Oceano Indiano. Attualmente l'UE è impegnata in sette missioni e operazioni militari: quattro missioni di formazione dell'UE (EUTM) in Mali, Somalia, Repubblica centrafricana e Mozambico, due operazioni navali nel Mediterraneo (operazione IRINI) e nell'Oceano indiano (operazione Atalanta) e l'operazione militare dell'UE di più vecchia data, l'operazione ALTHEA, in Bosnia-Erzegovina.

 

"Le missioni e le operazioni dell'UE hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo cruciale per stabilizzare le zone di crisi, gestire i conflitti e garantire corridoi marittimi liberi e aperti, e per contribuire alla sicurezza internazionale e proteggere i cittadini europei e i loro interessi."

 

Esse hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo cruciale per stabilizzare le zone di crisi, gestire i conflitti e garantire corridoi marittimi liberi e aperti, e per contribuire alla sicurezza internazionale e proteggere i cittadini europei e i loro interessi.

L'UE quale attore nel settore della difesa dal 2000

Lo Stato maggiore dell'UE è stato istituito nel 2001. Attualmente è formato da un organico permanente di oltre 200 membri, fra militari e civili, presenti nei nostri edifici. Si tratta di una fonte unica di consulenza militare all'interno del servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e assicura un'ampia gamma di attività: tempestivo allarme, valutazione della situazione, pianificazione strategica, sistemi di comunicazione e informazione, elaborazione di concetti, addestramento e formazione. Può intervenire nell'intera gamma delle nostre azioni: sostegno alle operazioni di assistenza umanitaria, protezione civile, riforma del settore della sicurezza, stabilizzazione e evacuazione dei cittadini, così come alle operazioni di mantenimento e di imposizione della pace.

Per decenni la difesa non faceva parte del processo di integrazione europea. Solo negli anni '90, dopo la fine della guerra fredda e i conflitti nei Balcani, le questioni militari hanno cominciato a comparire fra i temi all'ordine del giorno. Il trattato di Amsterdam del 1999 ha affermato la volontà dell'Unione di sviluppare capacità di azione autonoma, sostenute da forze militari credibili. Il trattato ha definito la gamma di compiti militari che l'Unione poteva svolgere. In seguito, il Consiglio europeo di Colonia del 1999 ha concordato le disposizioni istituzionali per l'analisi, la pianificazione e l'esecuzione delle operazioni militari, compresi il comitato militare dell'UE e lo Stato maggiore dell'UE. Successivamente, nel 2004, è stata creata l'Agenzia europea per la difesa (AED).

Il trattato di Lisbona nel 2009 ha dato il via alla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) e da allora le sue strutture si sono ulteriormente sviluppate (per una panoramica, consultare questa pagina). La strategia globale dell'UE del 2016 ha aperto la strada a nuove iniziative in materia di difesa, quali la cooperazione strutturata permanente o il Fondo europeo per la difesa. Nel 2017 è stata istituita, all'interno dell'EUMS, la cosiddetta capacità militare di pianificazione e condotta (MPCC). Per la prima volta l'UE si stava dotando di una struttura permanente di comando e controllo militare a Bruxelles.

Bussola strategica e prospettive future

Negli ultimi 20 anni sono stati compiuti notevoli progressi, ma resta ancora molto da fare. Per rendere omaggio ai nostri colleghi caduti, è nostro dovere portare avanti il loro lavoro e rendere l'UE credibile quale garante della sicurezza internazionale. Il paesaggio intorno a noi si sta deteriorando velocemente. Stiamo assistendo a una crescente concorrenza strategica e al ritorno della politica di potere. In questo ambiente più ostile, dobbiamo difendere più attivamente i nostri interessi e proteggere meglio i nostri cittadini. Dobbiamo soprattutto aumentare la nostra capacità e volontà di agire. È proprio questo l'obiettivo della bussola strategica, sulla quale gli Stati membri hanno iniziato a discutere la settimana scorsa.

 

"Negli ultimi 20 anni sono stati compiuti notevoli progressi, ma resta ancora molto da fare."

 

Con la bussola strategica ho presentato una serie di proposte concrete per rendere più efficace il nostro impegno militare, per costruire una capacità di dispiegamento rapido e per dotare le nostre missioni e operazioni di mandati più solidi e flessibili. Propongo inoltre di rafforzare la nostra presenza militare in mare e nelle zone marittime di interesse, come nella regione indo-pacifica. Inoltre, la bussola strategica mira a potenziare le nostre capacità di intelligence e a rafforzare le nostre capacità di rispondere alle minacce ibride, tra cui la manipolazione delle informazioni da parte di attori stranieri e gli attacchi informatici.

Lo Stato maggiore dell'UE, in collaborazione con i rappresentati militari dell'UE provenienti dai nostri Stati membri, svolgerà un ruolo fondamentale per portare avanti questi lavori e dare una risposta comune dell'UE in questo mondo sempre più complesso per gli interessi e i valori europei.

 

 

 

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