Delegation of the European Union to the
UN and other international organisations in Geneva

Mogherini: "Non cediamo agli impulsi La Ue difenda i valori della convivenza"

09/01/2015 - 00:00
Interviews

Fuori nevica e all' Opera di Riga Federica Mogherini assiste insieme a tutta la Commissione Ue al concerto che celebra l' inizio del semestre di presidenza europea della Lettonia. (...)

Intervista di MARCO ZATTERIN

"La Stampa" del 09-01-2015

Fuori nevica e all' Opera di Riga Federica Mogherini assiste insieme a tutta la Commissione Ue al concerto che celebra l' inizio del semestre di presidenza europea della Lettonia.

«Bisogna separare la parola "terrorismo" da "Islam"» ha detto poco prima in conferenza stampa l' Alto rappresentante europeo per la politica estera. In un attimo di pausa, aggiunge che l'«Europa deve comunque mantenere i nervi saldi, agire rapidamente per garantire la sicurezza di tutti ed evitare di far d' ogni erba un fascio, perché si alimenterebbero problemi anche maggiore».

Puntare sui valori. E sui risultati. Dopo Charlie Hebdo, cosa cambia nella strategia Ue? «Anzitutto faremo il possibile per raccordare il lavoro dei ministri degli Interni, della Giustizia e degli Esteri, partendo dalla libera circolazione dei cittadini per arrivare al nodo dei "foreign fighters".

Questo è il valore aggiunto più importante. Al contempo, vanno coordinati anche i servizi di informazione. Conosciamo bene le gelosie esistenti, non hanno senso. Dobbiamo lavorare insieme, davvero, per prevenire le tragedie».

Con quali strumenti?

«Tutto quelli disponibili, a partire dal Pnr, l' intesa sui dati dei passeggeri delle compagnie aerei bloccata all' Europarlamento da due anni. Ogni commissario sta mappando il lavoro già fatto per valutare nuove misure concrete. Ci vorrà tempo, ma non ne dobbiamo perderemo. I ministri degli Esteri ne parleranno il 19. I responsabili di Giustizia e Interni entro la fine del mese».

Mica facile, con l' aria che tira. «È necessario diffondere il messaggio della razionalità, serve a rafforzare le condizioni di convivenza civile. Significa, ad esempio, assicurare alla Giustizia i criminali di Parigi senza toni che alimentano il confronto e le tragedie. Le autorità francesi stanno facendo bene». Marine Le Pen parla di ripristinare la pena di morte, la Lega vuol bloccare Schengen. E voi? «Noi dobbiamo difendere i principi europei, la libertà di stampa, i valori della democrazia e della convivenza, la libera circolazione, la certezza e l' adeguatezza delle pene. L' Europa è capofila nella lotta contro la pena di morte, non si torna indietro. La risposta nel cercare di vivere insieme essendo differenti, come l' Europa che è nata per far star stare insieme popoli che da sempre si facevano la guerra».

Quando ci sono i morti dicono tutti così. Qualcuno dovrebbe fare autocritica, non le pare? «Si, ma bisogna andare oltre. La politica ha sempre due scelte. Seguire o mostrare la strada. È qui che servono leader forti, qui che si misura la loro capacità». Come lo spiega a chi crede che l' Islam sia la causa di ogni male? «Coi risultati. So bene che chi ti ascolta si attende che qualcuno parli di "pugno duro" o "di pena di morte".

Invece si deve dire che fra i valori centrali dell' Unione, oltre la "libertà di vignette", c' è la capacità di agire razionalmente per il bene comune. Occorre essere efficienti e agire in modo concreto». Lo si vede raramente. «Troppo spesso si fanno sparate mediatiche, si dice ciò che si pensa che i cittadini vogliono sentire e si dimentica di agire. Non serve. Dobbiamo rispondere all' esigenza di sicurezza e ricordare che l' intolleranza si esprime in molti modi. Servono regole. Ma anche un lavoro culturale di rigenerazione delle radici dell' esperienza europea, quelle dell' unità nella diversità».

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