Delegation of the European Union to Uganda

Un'azione più incisiva dell'UE contro le violazioni dei diritti umani

10/12/2020 - 19:33
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10/12/2020 - Blog dell'AR/VP - Al Consiglio "Affari esteri" di lunedì, gli Stati membri hanno convenuto di varare un nuovo regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani per rafforzare la nostra azione collettiva in questo settore. Agire a favore dei diritti umani non è solo la cosa giusta da fare. È anche nel nostro interesse: più diritti umani significano più libertà, prosperità e pace, per tutti noi.

 

Un anno fa, al primo Consiglio "Affari esteri" che ho presieduto, i ministri degli Esteri dell'UE hanno dato il loro assenso politico alla creazione di un nuovo strumento dell'UE che permetta di perseguire gli autori di gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto il mondo. La strada è stata piuttosto lunga e complessa, come ho già descritto in precedenza. Ma ora siamo giunti a un buon risultato. Il nuovo regime ci consente di imporre sanzioni indipendentemente dal luogo in cui si verifichino le violazioni e gli abusi dei diritti umani, senza dover creare nuovi regimi sanzionatori specifici ad ogni paese come si faceva finora. Ciò significa disporre di nuovi strumenti per responsabilizzare e per combattere l'impunità.

Diciamo spesso che i diritti umani fanno parte del DNA dell'Unione europea. Tuttavia, come difenderli in un mondo in cui il rispetto dei diritti umani è visibilmente in regresso? Ogni giorno, in diverse parti del mondo, l'UE e i suoi Stati membri intervengono in modo concreto. Sul campo, assistiamo in veste di osservatori a processi ed elezioni, aiutiamo i difensori dei diritti umani e li mettiamo in salvo, lavoriamo a progetti volti a promuovere i diritti delle donne e sosteniamo la società civile.

Ma sappiamo tutti quanto siano difficili alcune realtà del mondo di oggi. Nonostante i nostri migliori sforzi, ogni giorno nel mondo continuano a essere perpetrati reati come la schiavitù, l'impiego di bambini soldato, la tortura, l'uccisione di civili, la tratta di esseri umani e molti altri. Il mondo è pieno di esempi: nella Repubblica democratica del Congo e altrove, le donne sono spesso vittime di violenze sessuali nel contesto del conflitto che sta devastando il paese; in Siria, Afghanistan, Yemen e altrove, le famiglie sono costrette dai conflitti ad abbandonare le loro case; in molti paesi, donne e uomini coraggiosi languiscono in carcere perché hanno osato esprimere un'opinione; e abbiamo visto tutti come i pacifici manifestanti della Bielorussia si siano scontrati con una repressione violenta.

Oltre le risoluzioni e le dichiarazioni: azioni dell'UE a sostegno dei diritti umani

Quando accadono queste cose, l'UE deve spingersi oltre l'adozione di risoluzioni e di dichiarazioni: bisogna agire. Già ci serviamo degli accordi commerciali, dell'osservazione elettorale, delle missioni di gestione delle crisi, dei dialoghi e degli orientamenti sui diritti umani per affrontare tali questioni sul terreno. L'UE può rispondere alle violazioni dei diritti umani anche sospendendo gli aiuti allo sviluppo (come nel caso del Burundi) o ritirando le preferenze commerciali concesse nell'ambito del sistema "tutto tranne le armi" (temporaneamente revocate nel caso della Cambogia).

E poi ci sono le sanzioni. Da anni l'UE utilizza questo strumento per contrastare le violazioni e gli abusi dei diritti umani. Per colpire i responsabili, siano essi persone o entità, siamo ricorsi al divieto di rilascio del visto, al congelamento dei beni e ad altre misure, come il divieto della vendita di armi e di attrezzature utilizzate per la repressione interna. Lo abbiamo fatto, ad esempio, nei confronti della Libia, del Venezuela, della Bielorussia, della RDC e del Myanmar/Birmania.

 

"Ormai non abbiamo più bisogno di concordare un quadro sanzionatorio specifico per ogni paese in cui si verifichino violazioni e questo ci risparmierà molto tempo."

 

Un anno fa abbiamo deciso che era giunto il momento di compiere un altro passo: sviluppare un regime di sanzioni di portata realmente globale. Questo lavoro si è ora concretizzato.

Il nuovo regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani non sarà vincolato a frontiere o ad un paese specifico. Ci consentirà di prendere di mira gli attori statali e non statali, indipendentemente da dove si trovino e a prescindere dal fatto che commettano violazioni e abusi nel proprio Stato, in un altro Stato o in più di uno Stato. "Ormai non abbiamo più bisogno di concordare un quadro sanzionatorio specifico per ogni paese in cui si verifichino violazioni e questo ci risparmierà molto tempo."

Il nuovo regime comprenderà una deroga speciale che consentirà agli Stati membri di concedere un'autorizzazione agli operatori umanitari, affinché possano assicurare che la popolazione civile non risenta del comportamento del proprio leader.

Che cosa resta da fare?

L'adozione del regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani è una pietra miliare importante, ma il nostro lavoro non finisce qui. Dobbiamo ora stabilire come sfruttarlo al meglio e quali casi concreti debbano figurare negli elenchi. Sia gli Stati membri che io stesso, in qualità di alto rappresentante, possiamo presentare proposte, ma la decisione spetta agli Stati membri all'unanimità. Non è un segreto che ho proposto di ricorrere al voto a maggioranza qualificata per poter deliberare più rapidamente su quali casi inserire negli elenchi, ma non tutti gli Stati membri erano d'accordo.

Qualsiasi decisione di inserimento negli elenchi sarà indubbiamente un esercizio delicato in cui sarà opportuno procedere con molta cautela. Ma una cosa è chiara: dovremo dimostrare fin dall'inizio la volontà politica di utilizzare questo nuovo regime e di basarci su elenchi pertinenti e giuridicamente solidi.

In un mondo in cui alcuni cercano di ripudiare o ridefinire l'universalità dei diritti umani, l'UE deve essere più di una forza morale. Dobbiamo essere più assertivi e agire. Come ha scritto il poeta irlandese Seamus Heaney, dobbiamo creare un sistema di amplificazione mondiale per tutte quelle piccole voci sommesse, "il sussurro di una brezza leggera". Per conseguire tale obiettivo avevamo bisogno di questo regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani.

In sintesi, molto dipenderà da come esattamente decideremo collettivamente di utilizzare questo nuovo strumento. Ma abbiamo inviato un segnale a tutti coloro che violano i diritti umani nel mondo: da adesso, un'azione più incisiva dell'UE in materia di diritti umani è possibile.

 

 

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