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Relazioni UE-Turchia: c'è bisogno di costruire ponti

30/03/2021 - 13:13
From the blog

30/03/2021 – Blog dell'AR/VP – La settimana scorsa il Consiglio europeo ha aperto quello che dovrebbe essere un nuovo capitolo nelle relazioni UE-Turchia. I leader dell'UE sono pronti ad avviare importanti percorsi di cooperazione, tra cui la modernizzazione dell'unione doganale, il rilancio dei dialoghi ad alto livello e dei contatti interpersonali, nonché una cooperazione rafforzata in materia di gestione della migrazione.

"La settimana scorsa il Consiglio europeo ha aperto quello che dovrebbe essere un nuovo capitolo nelle relazioni UE-Turchia."

 

Ciò avviene dopo un anno molto complesso, durante il quale le nostre relazioni si erano deteriorate, raggiungendo livelli di tensione senza precedenti. Ma verso la fine del 2020 le autorità turche hanno iniziato a manifestare il loro interesse a riprendere il dialogo con l'UE. Si sono abbassati di molto i toni polemici e sono state interrotte le azioni contrarie agli interessi degli Stati membri dell'UE nel Mediterraneo orientale.

 

 "L'UE ha un interesse strategico nello sviluppo di un rapporto di cooperazione con la Turchia che porti benefici a entrambe le parti."

 

La situazione resta fragile, ma l'UE accoglie con favore questi sviluppi e gesti costruttivi da parte della Turchia, e ha risposto tendendole la mano. L'UE ha certamente un interesse strategico nello sviluppo di un rapporto di cooperazione con la Turchia che porti benefici a entrambe le parti. E altrettanto vale per la Turchia: l'UE è di gran lunga il primo partner della Turchia per le importazioni e le esportazioni, oltre che una fonte di investimenti. Dagli ultimi dati pre-pandemici risultano 69,8 miliardi di € di esportazioni della Turchia verso l'UE e 58,5 miliardi di € di investimenti diretti esteri (IDE) provenienti dall'UE. Oltre 5 milioni e mezzo di cittadini turchi vivono negli Stati membri dell'UE e, secondo l'Eurobarometro, il 61 % dei cittadini turchi considera l'UE un attore di primo piano sulla scena mondiale. Inoltre, visto che la sua sicurezza e difesa sono saldamente legate alla NATO, appare difficile che la Turchia possa realisticamente valutare opzioni preferibili al perseguimento di un percorso europeo.

 

 "L'UE è di gran lunga il primo partner della Turchia per le importazioni e le esportazioni, oltre che una fonte di investimenti."

 

Sarebbe ovviamente ingenuo ritenere che i problemi siano stati superati. La comunicazione sulle relazioni UE-Turchia che ho presentato al Consiglio europeo congiuntamente alla Commissione europea si basa su un duplice approccio e individua quattro elementi principali di tensione nelle relazioni: le controversie marittime nel Mediterraneo orientale; la soluzione della questione cipriota; gli obiettivi divergenti nei conflitti regionali, in particolare in Libia e in Siria; il deterioramento degli standard democratici in Turchia.

 

Quanto agli aspetti regionali, c'è molto da fare, in particolare per la Siria (riguardo alla quale attualmente copresiediamo, con le Nazioni Unite, la quinta conferenza di Bruxelles sul tema "Sostenere il futuro della Siria e della regione") e la Libia, dove, più di recente, stanno lentamente emergendo convergenze di interessi. Più in generale, tutta la regione ha vissuto turbolenze drammatiche, ed è comparsa sulla scena una nuova tipologia di terrorismo.

 

 "Il dialogo e gli interventi a favore del rispetto degli standard democratici faranno sempre parte integrante delle relazioni UE-Turchia."

 

Gli standard democratici restano un elemento essenziale, non solo per l'UE ma anche per la popolazione turca. Gli attacchi ai partiti politici, alla libertà dei media e altre decisioni recenti sono in contrasto con il rispetto della democrazia e dei diritti fondamentali (cfr. due recenti dichiarazioni a questo proposito qui e qui). "Il dialogo e gli interventi a favore del rispetto degli standard democratici faranno sempre parte integrante della relazione tra l'UE e la Turchia."

La comunicazione sullo stato delle relazioni politiche, economiche e commerciali UE-Turchia illustra le ripercussioni che queste tensioni hanno avuto sulle nostre relazioni bilaterali, portando essenzialmente alla paralisi dei principali strumenti e processi di cooperazione. La dichiarazione dei membri del Consiglio europeo  della scorsa settimana fa giustamente riferimento a questi diversi elementi, riconoscendone l'importanza per il successo di un percorso di cooperazione e dialogo.

Il compito che ci attende è tutt'altro che facile. I leader dell'UE hanno sottolineato la necessità di un approccio graduale e proporzionato, ma anche reversibile. Per migliorare le nostre relazioni in modo sostenibile sono necessari coraggio e determinazione, ma anche flessibilità e comprensione. Alcune delle questioni in sospeso si intrecciano con disaccordi e conflitti decennali. Ma c'è una differenza fondamentale tra l'odierna ricerca di una soluzione e gli sforzi del passato: oggi c'è una maggiore consapevolezza di come le vecchie controversie incidano profondamente sugli interessi di sicurezza dell'Unione europea. Non possono più essere considerate mere questioni bilaterali tra la Turchia e alcuni Stati membri.

 

"Le vecchie controversie incidono profondamente sugli interessi di sicurezza dell'Unione europea e non possono più essere considerate mere questioni bilaterali tra la Turchia e alcuni Stati membri."

 

La Turchia è un'importante potenza regionale e il suo destino storico potrebbe anche essere quello di unirsi al resto d'Europa nel progetto di pace unico che stiamo costruendo sotto l'egida dell'Unione europea. In un momento in cui la polarizzazione strategica sembra riprendere forza in tutto il mondo, il rafforzamento di un pilastro democratico europeo che includa la Turchia potrebbe costituire un elemento chiave di riequilibrio. Non si tratta di un dato acquisito, ma il Consiglio europeo ha prospettato un ponte.

Questo ponte ora va costruito, e credo che potremo farcela, sulla base di scelte e impegni politici chiari da parte di tutti. Da parte nostra, l'UE è pronta a compiere gli sforzi necessari. Se la Turchia è altrettanto disposta a farlo e sceglie di corroborare le sue dichiarazioni più costruttive dando loro un seguito concreto, si potrà proseguire nel cammino intrapreso: dall'allentamento delle tensioni alla definizione di un progetto vantaggioso per entrambe le parti.

Per maggiori informazioni: 

18/12/2020 – Blog dell'AR/VP²: La strada da seguire dopo un 2020 difficile per le relazioni UE-Turchia

 

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