Delegation of the European Union to Papua New Guinea

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Quest'anno il mondo ha dovuto aprire gli occhi su una realtà diversa: siamo di fronte alla crisi sanitaria più impegnativa della nostra generazione. In alcune parti del mondo, si combatte anche fuori dagli ospedali e dai laboratori. Vi è anche chi combatte sul campo con le armi. Nessun paese può permettersi due guerre contemporaneamente e, in occasione della Giornata internazionale della pace, l'UE fa eco all'appello del segretario generale delle Nazioni Unite per un cessate il fuoco globale.

20/09/2020 - Il 12 settembre ho tenuto una videoconferenza con i miei colleghi ministri degli Esteri dell'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN). L'Unione europea e l'ASEAN condividono molti punti di vista, in particolare la volontà di non allinearsi con la Cina o gli Stati Uniti nella crescente rivalità strategica tra i due paesi. Dobbiamo rafforzare i nostri legami e lo faremo.

Nel suo primo discorso annuale sullo stato dell'Unione, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato oggi un percorso che consenta all'Unione europea di superare la fragilità portata alla luce dalla crisi COVID-19 e di costruire un'Unione vitale.

09/09/2020 - Oggi si parla molto di "Europa globale": come rendere l'Unione un attore realmente globale in un mondo caratterizzato dalla rivalità strategica tra Stati Uniti e Cina, dalla messa in discussione del multilateralismo nonché da crisi sanitarie e ambientali. Troverete di seguito una sintesi delle mie opinioni, discusse di recente con i colleghi commissari.

04/09/2020 - Martedì mi sono recato in Libia, dove ho incontrato le autorità di questo paese dilaniato dalla guerra. Obiettivo della visita, effettuata poco dopo l'accordo di cessate il fuoco annunciato il 21 agosto, era esaminare in che modo l'UE può fornire ulteriore sostegno all'attuazione del cessate il fuoco e contribuire a risolvere il conflitto libico. Intravediamo un barlume di speranza che ci deve incoraggiare ad agire.

26.8.2020 - La politica estera non si ferma mai. C'è da dire però che l'estate del 2020 è stata particolarmente movimentata. Libano, Bielorussia, Mali e Mediterraneo orientale: le crisi sembravano non finire più. La riunione informale di Gymnich (27-28 agosto) deve essere un'occasione per costruire un percorso comune per il futuro. Rafforzare il peso politico internazionale dell'Europa è un obiettivo urgente e alla nostra portata.

L'espressione della propria fede non dovrebbe essere accompagnata da atti di violenza in nessuna parte del mondo. L'intolleranza verso religioni o fedi diverse continua a causare conflitti, violando i diritti umani. In occasione della Giornata internazionale per la commemorazione delle vittime di atti di violenza basati sulla religione o sul credo, l'UE rende omaggio a tutte le vittime.

21/08/2020 - Lunedì scorso ho avuto l'onore di inaugurare l'Università estiva dell'Universidad Internacional Menéndez Pelayo di Santander (Spagna). Abbiamo discusso principalmente delle conseguenze a livello europeo e mondiale dell'attuale crisi, che al momento rischia seriamente di destabilizzare molti paesi in via di sviluppo e di rafforzare una tendenza verso regimi autoritari. In questo contesto l'Europa ha la responsabilità fondamentale di difendere un multilateralismo efficace e di aiutare i paesi in via di sviluppo in difficoltà.

13/08/2020 - La situazione in Bielorussia è diventata motivo di grave preoccupazione. Dopo le elezioni presidenziali di domenica scorsa, Alexander Lukashenko e le autorità bielorusse devono porre fine alla repressione contro la popolazione bielorussa e avviare negoziati con la società nel suo complesso. Negli ultimi mesi i cittadini bielorussi hanno manifestato chiaramente il desiderio di democrazia e rispetto dei diritti umani. Un cambiamento politico sostanziale rappresenta una condizione preliminare per l'ulteriore sviluppo delle relazioni tra l'UE e la Bielorussia.

10/08/2020 - Le devastanti esplosioni che hanno colpito Beirut la scorsa settimana hanno provocato la morte e il ferimento di numerose persone, distrutto parti importanti della città e privato di mezzi di sostentamento molti dei suoi abitanti. La comunità internazionale, con l'Unione europea e i suoi Stati membri in prima fila, ha reagito rapidamente per alleviare gli enormi danni e le sofferenze subite dalla città di Beirut. Tuttavia, come spesso accade quando si verificano tali catastrofi, i compiti più importanti e difficili sono quelli futuri: migliaia di cittadini libanesi chiedono infatti a gran voce che si affrontino finalmente i più radicati problemi che affliggono il paese. In nome della sua lunga amicizia col Libano, l'UE sarà a fianco dei libanesi nei loro sforzi per costruire un Libano più prospero e democratico. Lo dobbiamo alle vittime del 4 agosto.

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