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America Latina-Europa: l'"altra" relazione transatlantica

19/10/2020 - 21:02
Notizie

18/10/2020 - Blog dell'HR/VP. Nell'ultimo Consiglio "Affari esteri", abbiamo fatto il punto delle nostre relazioni con l'America latina e i Caraibi (ALC) in un momento in cui la regione sta attraversando una crisi drammatica a causa della pandemia di COVID-19. Questa riflessione era tanto più necessaria visto che ultimamente la regione non ha occupato un posto abbastanza importante nella nostra agenda e adesso dobbiamo invertire questa tendenza.

"L'America latina sta attraversando la peggiore recessione della sua storia. Dobbiamo dimostrare solidarietà ai suoi 665 milioni di abitanti. Sostenere la regione affinché consegua una ripresa verde, digitale, sostenibile e inclusiva è nel reciproco interesse."

Il nostro partenariato con l'America latina è paradossale: nonostante tutto ciò che ci unisce, le interazioni restano ben al di sotto del loro potenziale. Condividiamo con l'America latina lingue, cultura, storia e religione... Una parte consistente della popolazione latinoamericana discende dai migranti europei che partirono in cerca di una nuova "terra promessa" tra il XVI e il XX secolo. Buenos Aires o Santiago sembrano città europee. Per molti aspetti siamo i popoli con le mentalità più affini al mondo.

L'America latina ha esercitato un'enorme influenza culturale

ma è anche molto diversa dall'Europa. La sua identità è una combinazione di radici indigene e influenze ispaniche, portoghesi, ma anche africane, francesi o italiane. Nello sviluppare la propria personalità, l'America latina si sta trasformando sempre di più in America del Sud. Di conseguenza l'America latina ha esercitato una profonda influenza culturale nel corso dell'ultimo secolo ed è stata un terreno fertile per molte esperienze politiche. Soffre però in modo cronico di un problema di violenza sociale e politica endemica.

 

 

Agli inizi del mio mandato di Alto rappresentante/vicepresidente, molti hanno pensato che, essendo io spagnolo, avrei prestato molta attenzione all'America latina. Eppure, a causa delle crisi nelle zone a noi vicine e alle restrizioni imposte dal coronavirus, da quasi un anno non visito la regione. Dobbiamo cambiare rotta: è ora giunto il momento di collaborare più attivamente con la regione.

L'impatto drammatico della COVID-19 in America latina

Nella nostra riunione di luglio abbiamo già avuto modo di affrontare la questione dell'impatto drammatico prodotto dalla pandemia di COVID-19 in America latina e nei Caraibi. Da allora la situazione si è ulteriormente deteriorata e la regione è tra le più duramente colpite dalla pandemia, con un allarmante aumento della povertà e delle disuguaglianze. Nonostante ospiti solo l'8 % della popolazione mondiale, la regione registra attualmente un terzo dei decessi registrati a livello mondiale. I sistemi sanitari sono spesso messi a dura prova e la regione ha ereditato una serie di problemi sociali, alcuni dei quali presenti anche in Europa, che hanno acuito l'impatto della pandemia: l'esistenza di ampi settori informali, la povertà, l'insicurezza, il sovraffollamento delle città, l'isolamento delle comunità rurali, l'inadeguatezza dei sistemi igienico-sanitari e l'accesso limitato all'assistenza sanitaria.

I progressi in termini di sviluppo hanno cominciato ad andare in fumo

Anche prima della pandemia la frustrazione era in aumento nella regione man mano che i progressi nel campo dello sviluppo compiuti negli ultimi decenni cominciavano ad andare in fumo. La probabilità che si verifichi uno scenario caratterizzato da instabilità politica insicurezza e minacce alla democrazia e ai diritti umani sul lungo periodo sembra quanto mai concreta. Il controllo esercitato dalla criminalità organizzata è in aumento nella regione più violenta del mondo e il sostegno alla democrazia ha raggiunto il minimo storico (secondo Latinobarometro(link esterno), è passato dal 61 % nel 2010 al 48 % nel 2018). 

La regione è afflitta da diverse crisi politiche. La situazione del Venezuela resta una ferita aperta: circa 5,1 milioni di venezuelani hanno cercato rifugio nei paesi vicini. Rappresenta la più grave crisi umanitaria della regione e quella che riceve il minor sostegno dalla comunità internazionale. In Colombia, Bolivia o Nicaragua persistono i conflitti interni e la violenza e le tensioni sociali aumentano in vari paesi della regione. Attualmente il Venezuela e la Colombia si collocano rispettivamente al terzo e al quarto posto tra i principali paesi di origine dei richiedenti asilo nell'UE. Tuttavia poiché i migranti non approdano sulle nostre coste via mare mettendo a rischio la propria incolumità, questo flusso migratorio passa inosservato.

La peggiore recessione della storia

Il Fondo monetario internazionale mette ora in guardia contro un altro "decennio perduto", prevedendo una contrazione economica dell'ordine dell'8,1 % nel 2020. Mentre la regione affronta la peggiore recessione della sua storia, dimostrare la nostra solidarietà ai suoi 665 milioni di abitanti nel momento del bisogno non è soltanto un imperativo morale. È anche un'opportunità per intensificare la collaborazione dell'UE con una regione la cui rilevanza strategica è stata trascurata troppo a lungo.

 

"Mentre l'America latina affronta la peggiore recessione della sua storia, dimostrare la nostra solidarietà ai suoi 665 milioni di abitanti nel momento del bisogno non è soltanto un imperativo morale. È anche un'opportunità per l'UE".

 

L'attenzione che prestiamo alla regione dell'America latina e dei Caraibi non è proporzionata alla sua importanza. Insieme rappresentiamo circa un terzo dei voti all'ONU. Il volume degli investimenti esteri diretti dei 27 Stati membri dell'UE nella regione ammonta a 758 miliardi di EUR e supera il valore complessivo degli stock di investimenti dell'UE in Cina, India, Giappone e Russia. L'UE è anche il principale partner in materia di sviluppo ed è tra i primi per quanto riguarda l'assistenza umanitaria a favore della regione. Inoltre ci sono intensi contatti tra le popolazioni delle due regioni: quasi 6 milioni di cittadini dell'UE e dell'ALC vivono e lavorano dall'altra parte dell'Atlantico. L'UE ha negoziato accordi di associazione, commerciali, politici e di cooperazione con 27 dei 33 paesi ALC, rendendo l'ALC la regione con cui l'UE intrattiene i più saldi legami istituzionali.

Una crescente sensazione di abbandono

Tuttavia dal 2015 non si è svolto alcun vertice e il numero di visite ad alto livello si è ridotto. Questa situazione non è passata inosservata: le nostre rappresentanze diplomatiche stanno inviando relazioni da cui emerge un crescente senso di abbandono. Allo stesso tempo altri attori internazionali si stanno muovendo. Gli USA hanno mantenuto una presenza costante nella regione e gli investimenti cinesi si sono decuplicati tra il 2008 e il 2018. La Cina ci ha recentemente superato diventando il secondo partner commerciale dell'America latina.

 

"Altri attori internazionali si stanno muovendo: gli USA hanno mantenuto una presenza costante nella regione e gli investimenti cinesi si sono decuplicati tra il 2008 e il 2018".

 

Ringrazio pertanto la Germania per essersi offerta di ospitare una conferenza ministeriale UE-ALC programmata a Berlino per il mese di dicembre. Tale iniziativa potrebbe dare il via ad una nuova dinamica per una collaborazione ad alto livello. Altrettanto urgente è dare un nuovo slancio alle relazioni dell'UE con il Messico e il Brasile, i nostri principali partner strategici nella regione. Dovremmo passare rapidamente all'organizzazione di vertici del 2021.

 

"Sostenere l'America latina affinché consegua una ripresa verde, digitale, sostenibile e inclusiva è nel reciproco interesse".

 

Sostenere i paesi ALC affinché conseguano una ripresa verde, digitale, sostenibile e inclusiva è nel reciproco interesse. L'ALC ospita la foresta tropicale amazzonica che ospita il 50 % della biodiversità del pianeta. La regione rappresenta inoltre circa l'8 % delle emissioni di gas a effetto serra a livello mondiale. Garantire la transizione della regione verso un percorso di crescita più sostenibile è una questione che interessa tutto il mondo. In questo senso sarebbe opportuno innalzare il livello di ambizione dell'accordo di Parigi, in vista della COP 26 del 2021.

L'accordo UE-Mercosur potrebbe rappresentare un punto di svolta

In quest'ottica, l'accordo UE-Mercosur potrebbe rappresentare un punto di svolta. Ricordo di essermi recato in Brasile e in Argentina all'inizio di questo secolo nella mia veste di Presidente del Parlamento europeo e di aver sentito dire che l'accordo era "quasi" raggiunto. Circa vent'anni dopo siamo ancora allo stesso punto. Se viene concluso, sarebbe il più grande accordo di associazione mai raggiunto dall'UE e potrebbe contribuire in modo significativo alla ripresa economica su entrambe le sponde dell'Atlantico.

Sono tuttavia consapevole che l'attuale clima politico non ne facilita la ratifica. Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione nella quale si fa presente che, allo stato attuale, l'accordo non può essere ratificato. A livello del Consiglio un numero considerevole di Stati membri ha manifestato la propria opposizione. Dobbiamo pertanto dialogare con i parlamenti e i cittadini per rispondere al meglio alle loro preoccupazioni.

"L'accordo UE-Mercosur ha una profonda rilevanza geopolitica: consente a entrambe le regioni di sottrarsi a una posizione di subordinazione nel confronto tra USA e Cina".

L'accordo UE-Mercosur non deve essere visto come un mero accordo di libero scambio. Né il Mercosur né l'UE sono stati istituiti come mere zone di libero scambio e nemmeno l'accordo tra le due parti va interpretato in questi termini che si rivelano riduttivi. L'accordo ha una profonda rilevanza geopolitica: è un mezzo che consente a entrambe le regioni di affrontare meglio la crescente rivalità tra gli USA e la Cina, dinanzi alla quale tanto l'America latina quanto l'UE rischiano di porsi in una posizione di subordinazione strategica.

Preoccupazioni legittime dei cittadini europei

L'UE che ha negoziato l'accordo Mercosur all'inizio degli anni 2000 non è la stessa del 2020 e lo sarà ancora meno nel 2030 alla luce delle priorità fissate nel Green Deal europeo. È legittimo che i cittadini europei siano indecisi riguardo la firma di un accordo con i governi che respingono l'accordo di Parigi e le cui politiche in Amazzonia sollevano serie preoccupazioni ambientali.

"I costi del fallimento dell'accordo UE-Mercosur sarebbero considerevoli: dopo vent'anni di negoziati è una questione di credibilità dell'Europa nella regione".

 

Tuttavia i costi politici ed economici del fallimento sarebbero considerevoli: dopo vent'anni di negoziati è una questione di credibilità dell'Europa nella regione. L'accordo dovrebbe essere visto come leva per il cambiamento dei modelli di produzione e di consumo. Dovremmo servircene per promuovere il dialogo politico e la convergenza normativa verso la transizione "verde" di entrambi i gruppi regionali. Se non raggiungiamo l'accordo, perderemmo buona parte della nostra potenziale influenza per discutere tali questioni con i paesi ALC.

 "Dovrebbe essere possibile rafforzare l'accordo UE-Mercosur con altri strumenti in materia di clima e ambiente, senza rimettere in discussione quanto è stato già negoziato".

L'accordo già fornisce strumenti validi per affrontare questo problema; adesso dovrebbe essere possibile rafforzarli con altri strumenti in materia di clima e ambiente, senza rimettere in discussione quanto è stato già negoziato. Come UE sarebbe meglio avere un accordo rafforzato piuttosto che non averlo affatto.

In ogni caso, dovremmo diventare più proattivi nella collaborazione a livello multilaterale e individuare le questioni specifiche in cui questa collaborazione potrebbe essere più proficua. Stiamo preparando una tabella di marcia più dettagliata al riguardo che presenteremo all'inizio del prossimo anno.

Un'opportunità unica

Abbiamo ora un'opportunità unica, che non possiamo permetterci di perdere. Le relazioni con l'America latina mi stanno particolarmente a cuore. Sono tuttavia convinto che se riusciremo a rafforzare le relazioni con la regione portandole al livello che meritano, tutta l'UE ne trarrà beneficio.

 

 

 

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