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Venezuela: la chiara urgenza di una soluzione politica e democratica

08/10/2020 - 15:51
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08/10/2020 - Questo mercoledì al Parlamento europeo abbiamo discusso della drammatica situazione in Venezuela. Il paese soffre di una profonda crisi politica con drammatiche conseguenze umanitarie. Nelle ultime settimane abbiamo cercato di contribuire a creare le condizioni minime per elezioni legislative libere ed eque. Finora il governo Maduro si è rifiutato di rinviare le elezioni. Tuttavia, continuerò a lavorare per una soluzione democratica, che rappresenta l'unica via d'uscita.

"Il Venezuela soffre di una profonda crisi politica e di una drammatica crisi umanitaria. Continuerò a lavorare per una soluzione democratica, che rappresenta l'unica via d'uscita."

Corpo del testo: Il progressivo crollo di quello che fu uno dei paesi più ricchi dell'emisfero occidentale è una delle grandi tragedie del nostro tempo. La situazione è terribile per il popolo venezuelano, ma le conseguenze sono gravi per l'intera regione, con un numero spaventoso di persone in fuga dal paese. Alla base di tutto ciò vi sono politiche inconciliabili e una società profondamente frammentata.

 

"La situazione è terribile per il popolo venezuelano, ma le conseguenze sono gravi per l'intera regione, con un numero spaventoso di persone in fuga dal paese."

 

Alcune cifre possono illustrare il baratro nel quale è precipitato il Venezuela. In base ai dati della Commissione europea, il 95 % della popolazione non accede regolarmente all'acqua e il 96 % non ha accesso stabile all'elettricità. La carenza di carburante è diventata talmente grave che le lunghe file di cittadini sono ormai un'immagine quotidiana a Caracas, dove sono state schierate speciali forze di polizia a difesa dei distributori.

Ulteriore deterioramento della situazione già critica in materia di sicurezza alimentare

Le rigorose misure di confinamento dovute alla pandemia di COVID‑19 e la carenza di carburante hanno provocato un ulteriore deterioramento della situazione già critica in materia di sicurezza alimentare. Secondo la Caritas, la frequentazione dei centri nutrizionali da parte dei bambini malnutriti è calata di oltre il 50 % negli ultimi mesi. Circa 800 000 bambini hanno abbandonato la scuola.

Anche la situazione dei diritti umani è drammatica, come emerge dalle relazioni dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. Proprio per questo abbiamo inserito funzionari del regime venezuelano nell'elenco delle persone soggette a sanzioni dell'UE. Nel frattempo, grazie alla nostra cooperazione con la società civile del paese, continuiamo a monitorare la situazione sul terreno.

A seguito di queste molteplici crisi, il PIL venezuelano è diminuito di un quarto dall'inizio del 2020 e di circa tre quarti dal 2013, mentre le stime indicano che l'inflazione supererà la soglia del 500 %. Questi dati, insieme al calo di circa la metà delle rimesse dei migranti venezuelani, costituiscono uno scenario terribile per i prossimi mesi.

 

"Secondo un recente sondaggio, il 59 % dei venezuelani è favorevole al dialogo e a negoziati pacifici come via d'uscita dalla crisi. Ed il mio lavoro è incentrato proprio su quello."

 

In questo drammatico contesto, è assolutamente urgente trovare una soluzione politica alla crisi. È vero, lo diciamo spesso, per qualsiasi crisi di politica estera, che "abbiamo bisogno di una soluzione politica". A volte può trattarsi di una frase fatta, ma in questo caso è assolutamente vero. Ed è certamente l'opinione del popolo venezuelano. Secondo un recente sondaggio (il link è esterno), il 59 % degli intervistati è favorevole al dialogo e a negoziati pacifici come via d'uscita dalla crisi. È esattamente quello su cui lavoro, insieme a tutti i soggetti interessati, in particolare insieme agli Stati membri dell'UE ed ai nostri partner latinoamericani in seno al gruppo di contatto internazionale.

Tutti gli Stati membri sono stati informati della missione in Venezuela.

Durante il dibattito al Parlamento europeo ho trovato sorprendente che diversi deputati, principalmente del PPE e di altri partiti di destra, abbiano criticato me e il SEAE per aver adottato una serie di iniziative volte precisamente a promuovere il dialogo e i negoziati nella ricerca di una soluzione democratica. Alcuni mi hanno accusato di aver inviato una missione segreta o semiclandestina, che in qualche modo avrebbe legittimato il regime di Maduro.

Trovo curioso definire "segreta" una missione che era stata comunicata a tutti gli Stati membri. E quanto alla presunta "legittimazione" del regime, qualcuno affermerebbe che la partecipazione dell'opposizione alle elezioni in Bielorussia sia stata un modo per legittimare Lukashenko? Al contrario, è stato un modo per dimostrare che le elezioni non erano né libere né eque. In realtà, il dibattito è stato in gran parte influenzato da dinamiche politiche interne alla Spagna ed ha prodotto molto fumo e poco arrosto.  

Cerchiamo di uscire dalle logiche politiche di partito

Per questi motivi è opportuno uscire dalle logiche politiche di partito e guardare piuttosto a ciò che, in qualità di Alto rappresentante, ho fatto e sto facendo per contribuire a quella soluzione democratica e politica che, a parere di tutti, è necessaria.

Il primo passo per uscire dall'impasse politica in Venezuela è effettivamente quello di promuovere un quadro credibile per le prossime elezioni legislative, che attualmente il regime di Maduro prevede per il 6 dicembre. Durante l'estate, di concerto con il G4, la coalizione dei partiti di opposizione guidata dal presidente Juan Guaido ho trasmesso al regime i requisiti minimi chiesti dall'opposizione per un processo elettorale credibile e per garantire la loro partecipazione. Sulla scorta di questa richiesta sono stato in più occasioni in contatto con il governo Maduro e con l'opposizione.

 

"In sede di gruppo di contatto internazionale e di Consiglio "Affari esteri", i ministri hanno sostenuto il proseguimento dei contatti con il governo Maduro per migliorare le condizioni elettorali."

 

Ho illustrato questi sforzi durante la riunione ministeriale del gruppo di contatto internazionale tenutasi il 17 settembre e in seno al Consiglio "Affari esteri" del 21 settembre. In occasione di entrambe le riunioni i ministri hanno sostenuto il nostro lavoro e il proseguimento del dialogo con il governo Maduro per migliorare le condizioni elettorali e, in quest'ottica, anche la richiesta di rinvio delle elezioni. Si trattava anche di una necessità sotto il profilo logistico nel caso in cui avessimo deciso di inviare una missione di osservazione elettorale, visto che occorrono almeno cinque mesi per prepararla.  

È in tale contesto che due funzionari del SEAE si sono recati a Caracas per discutere la situazione nel paese con tutte le parti interessate, ribadire la posizione dell'UE secondo cui le condizioni elettorali attualmente in vigore non consentono di svolgere elezioni eque, democratiche e competitive il 6 dicembre, e dichiarare che la richiesta di una missione di osservazione elettorale dell'UE non è realistica rispetto a questo calendario, poiché occorrono almeno cinque mesi per prepararla.

La missione, una pratica standard in diplomazia

Questo tipo di missione è una pratica diplomatica standard. Nel 2019 si sono svolte tre missioni del gruppo di contatto internazionale, in varie composizioni, ma tutte guidate da un alto funzionario dell'UE. Anche il governo norvegese ha inviato diverse missioni per cercare di sbloccare la situazione di stallo, l'ultima delle quali in estate.

Durante i cinque giorni trascorsi in Venezuela, i funzionari del SEAE hanno incontrato oltre 70 persone, in primo luogo il presidente dell'Assemblea nazionale Juan Guaidó. I rappresentanti del G4 hanno ricordato quali siano le cinque condizioni per elezioni democratiche e trasparenti già trasmessemi qualche mese fa, e hanno chiesto di continuare a sollecitarne l'accettazione da parte del regime. Gli inviati del SEAE hanno inoltre incontrato Henrique Capriles, ex candidato dell'opposizione alle presidenziali, che ha esortato l'UE a chiedere un rinvio delle elezioni, mantenendo aperti tutti i canali di comunicazione e approfittando di questa opportunità per evitare che il Venezuela precipiti ancor più nel caos politico e sociale.

Una missione di osservazione dell'UE è assolutamente impossibile nelle attuali condizioni

Gli inviati del SEAE hanno incontrato anche due rappresentanti del regime Maduro. In risposta al loro invito rivolto all'UE a monitorare le elezioni di dicembre, i funzionari del SEAE hanno messo in chiaro che - se il Venezuela non deciderà di rinviare le elezioni e di utilizzare il tempo supplementare per soddisfare i necessari standard democratici - una missione di osservazione elettorale dell'UE sarà assolutamente impossibile. Non avendo il compito di negoziare, in Venezuela i funzionari del SEAE non hanno offerto nulla, ma si sono limitati a trasmettere questo importante messaggio.

Inoltre, gli inviati del SEAE hanno partecipato a incontri con la Conferenza episcopale venezuelana, che svolge un ruolo fondamentale nell'assistere il popolo venezuelano durante l'attuale crisi umanitaria. I rappresentanti della Conferenza episcopale hanno sottolineato che se i partiti politici non avranno l'opportunità di presentarsi a queste elezioni, il regime fagociterà l'intero spazio politico e assumerà il controllo assoluto di tutte le istituzioni. Infine, i rappresentanti della missione hanno incontrato interlocutori della società civile, del mondo accademico e del settore privato.

 

"Il chiaro messaggio della maggior parte dei nostri interlocutori è quello secondo cui l'UE è l'unico attore dotato della credibilità necessaria per dialogare con tutte le parti. Non è proprio questo l'obiettivo dei sostenitori di un'UE geopolitica?"

 

In sintesi, a Caracas è emerso un ampio sostegno per gli sforzi dell'UE volti a creare uno spazio per il dialogo. Il chiaro messaggio espresso della maggior parte degli interlocutori è quello secondo cui l'UE è il solo attore in grado di dialogare con tutte le parti e capace di farlo in maniera credibile. Non è proprio questo l'obiettivo dei sostenitori di un'UE geopolitica?

Si è registrata un'unanimità virtuale sul fatto che non vi possa essere una soluzione unilaterale alla situazione in Venezuela e che l'unica via da seguire sia quella dei progressi passo per passo e del dialogo, essendo del tutto inutile aspettarsi un singolo evento risolutivo. Ha prevalso l'opinione secondo cui, anche se un rinvio delle elezioni non rappresenta di per sé la soluzione al problema del Venezuela, sarebbe attualmente il solo modo per mantenere aperto uno spiraglio.

 

"Non può esserci una soluzione unilaterale alla situazione in Venezuela. L'unica via da seguire è quella dei progressi passo per passo e del dialogo, essendo del tutto inutile aspettarsi un singolo evento risolutivo."

 

Purtroppo la recente dichiarazione del regime di Maduro che rifiuta di rinviare le elezioni adducendo obblighi costituzionali servirà soltanto ad approfondire le divisioni politiche del Venezuela. Non è certo questo il percorso che desideriamo. Come UE continueremo a sostenere tutti gli sforzi mirati a una via d'uscita politica, pacifica e democratica dalla crisi, uscita che il popolo venezuelano desidera e merita fortemente e di cui ha estremo bisogno.

Le critiche rivolte al nostro tentativo di mediare rappresentano un esempio di lotta politica poco lungimirante. La vita internazionale richiede talvolta di alzare la voce e agitare il bastone. Ma diplomazia significa soprattutto parlare discretamente e articolare una strategia a lungo termine. Come facciamo in molte altre situazioni, si tratta anche di dialogare con coloro con i quali non siamo d'accordo, proprio per cercare di raggiungere un accordo.

 

"La vita internazionale richiede talvolta di alzare la voce e agitare il bastone. Ma diplomazia significa soprattutto parlare discretamente e articolare una strategia a lungo termine."

 

Resta il fatto che il mancato raggiungimento di un accordo di questo tipo tra il regime di Maduro e l'opposizione è una notizia molto negativa per il popolo venezuelano. I venezuelani meritano che si faccia tutto il possibile per creare uno spazio di dialogo che conduca a una soluzione sostenibile e democratica alle molteplici crisi - politiche, umanitarie ed economiche - che colpiscono il loro paese.

 

 

 

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