Delegation of the European Union to the Kyrgyz Republic

The Ambassadors to the Holy See Literary Award 2021

20/09/2021 - 16:00
News stories

The book “Mio Dio, come sei buono. La vita e il messaggio di Charles de Foucauld” by Father Andrea Mandonico wins the second edition of the Ambassadors to the Holy See Literary Award 2021.

 

 

The book “Mio Dio, come sei buono. La vita e il messaggio di Charles de Foucauld” by Father Andrea Mandonico, Lecturer in Interreligious Studies at the Pontifical Gregorian University, won the second edition of the Ambassadors to the Holy See Literary Award 2021. The book is published by the Vatican Publishing House with a preface by Mgr Ennio Apeciti, Rector of the Pontifical Lombard Seminary in Rome.

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This Literary Award, born in 2019 from the initiative of a large group of Ambassadors to the Holy See also to pay homage to the language of Dante and the country that hosts their embassies, is aimed at authors who publish books in Italian for the general public on topics related to Christian culture and values, relations between Christian Churches and States, the history of Christian Churches and interreligious dialogue.

The Jury of this second edition - whose President is the Ambassador Alexandra Valkenburg, Head of European Union Delegation to the Holy See, and Vice President is the Ambassador of Italy to the Holy See Pietro Sebastiani - proclaimed the winner after reviewing 57 books published in 2020.

The short biography of Blessed Charles De Foucauld highlights the salient points of his spirituality and pastoral care. The author opens his essay with an in-depth study of the time and history of the century in which the blessed lives and continues by tracing his biographical and mystical profile. The blessed still exercises fascination today in the Church and outside. The Work was born on the inspiration of the beatification of the martyrs of Algeria on 8 December 2018, whose story has been told in the volume Simply Christians: The Life and Message of the Blessed Martyrs of Tibhirine by Thomas Georgeon and François Vayne.

The award ceremony was held at the Borromeo Palace, seat of the Embassy of Italy to the Holy See, on 20 September 2021.

The President and Vice President of the Jury thank the Italian Booksellers Association (Associazione Librai Italiani o ALI), the Italian Publishers Association (Associazione Italiana Editori or AIE), the Association of Independent Publishers (Associazione degli Editori Indipendenti or ADEI) and the Union of Italian Catholic Publishers and Booksellers (Unione Editori e Librai Cattolici Italiani or UELCI) for their fruitful cooperation, in addition to the publishing houses who kindly provided copies of the books that participated in the literary prize. Lastly, a special recognition goes to the Advisory Committee - made up of a delegate from the Pontifical Council for Culture, a delegate from the Pontifical Committee for Historical Sciences, a representative of the European Academy of Religion and other personalities with recognized authority in promoting Christian culture - for the precious assistance provided to the Jury in the evaluation and selection phases of the candidate books.

 

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Ambassador Alexandra Valkenburg’s speech:

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Eccellenza, signore e signori,

Anche da parte mia, un caloroso buongiorno a tutti i presenti e benvenuti alla cerimonia per il Premio letterario degli Ambasciatori 2021.

Ringrazio il caro collega, Pietro Sebastiano, per aver aperto a tutti noi le porte di Palazzo Borromeo in occasione di questo evento.

Sono onorata di aver potuto seguire l’incarico del mio antecessore, Jan Tombinski, in qualità di Presidente della giuria del Premio degli Ambasciatori, dove ho avuto modo di collaborare con i miei colleghi Ambasciatori ed apprezzare molto i consigli ricevuti dal Comitato consultativo.

Con questo premio rendiamo onore alla lingua italiana e al grande e incantevole Paese che ci ospita, ponendo attenzione ad alcuni temi rilevanti per le nostre ambasciate e per la Santa Sede: la cultura e i valori cristiani, le relazioni che intercorrono tra la Chiesa cristiana e gli Stati, il dialogo interreligioso.

Durante questo primo anno da Ambasciatore della Delegazione europea a Roma, ho iniziato lo studio della lingua italiana leggendo anche per questo premio libri sulla chiesa in generale, sulla chiesa in Libano, su Maria Maddalena, ed naturalmente anche con il libro premiato qui oggi sulla vita di Fratel Charles de Foucauld. “Mio Dio, come sei buono. La vita e il messaggio di Charles de Foucauld”, di Andrea Mandonico.

A tal proposito, vorrei leggere alcune frasi del capitolo “Nazaret”, le quali mi hanno regalato preziosi momenti di riflessione.

“Nazaret diventa l’esperienza di vivere a causa di Gesù e del suo Vangelo, non in condizioni di vita diverse da quelle degli uomini, ma condividendo la loro esistenza quotidiana, immerso nella preghiera e nell’accoglienza, colma di bontà verso tutti, senz’alcuna distinzione, vivendo con loro e come loro”.

Il libro segue descrivendo le sette caratteristiche della vita di Nazaret di fratel Charles:

  1. Nazaret è vivere la castità
  2. Nazaret è imitare l’abiezione di Gesu
  3. Nazaret è lavoro manuale
  4. Nazaret è povertà
  5. Nazaret è obbedienza
  6. Nazaret è penitenza
  7. Nazaret è solitudine.

È interessante come lui rifletta costantemente –partendo da questi valori- su cosa possa fare con la sua vita, su come contribuire al dialogo, alla comprensione.

In questo modo il libro ti fa riflettere su quale sia il tuo proprio Nazaret, sul tuo cammino in questa vita, sui valori che si stanno seguendo. Questa: una ricerca che ognuno compie, ma che mai conclude.

Della stessa forma credo che tra la Unione Europea anche abbiamo la riflessione continua ed il dialogo sulla svida a seguire.

Con questo sguardo all’Unione Europea, vorrei riprendere una parte del discorso della Presidente della Commissione Europea sullo Stato dell’Unione, pronunciato la settimana scorsa al Parlamento Europeo, quando anche elenca sette valori centrali.

Lei dice: “Le società costruite sulla democrazia e su valori comuni hanno fondamenta stabili. Credono nelle persone e nelle loro capacità. È così che nascono nuove idee, si crea il cambiamento, si superano le ingiustizie.

La fiducia in questi valori comuni ha fatto riconciliare i nostri padri fondatori e le nostre madri fondatrici dopo la seconda guerra mondiale. Sono gli stessi valori che hanno unito coloro che, lottando per la libertà, hanno fatto cadere la cortina di ferro più di 30 anni fa.

Volevano democrazia.

Volevano scegliere liberamente il proprio governo.

Volevano lo Stato di diritto.

Volevano essere tutti uguali davanti alla legge.

Volevano libertà di parola e media indipendenti.

Volevano porre fine alla delazione e allo spionaggio di Stato e combattere la corruzione.

Volevano la libertà di essere diversi dalla maggioranza.

In altre parole, come ha sottolineato l'ex presidente ceco, Vaclav Havel, tutti volevano questi "straordinari valori europei".

Sono quei valori che hanno le loro radici nell'eredità culturale, religiosa e umanistica dell'Europa.

Fanno parte della nostra anima, sono parte di ciò che siamo oggi.

Questi valori sono sanciti nei nostri trattati europei.’

Lascio la parola agli altri relatori per parlarvi della qualità della scrittura di Andrea Mandonico, autore del libro vincitore di questa edizione del Premio letterario degli Ambasciatori.

Essendo ancora solamente una studentessa della lingua italiana, posso dire che mi è piaciuta molto la contestualizzazione dell’epoca, del viaggio fisico, o meglio, del viaggio spirituale ed emozionale di Charles de Foucauld, della sua vita così piena e dedita alla spiritualità. Di fatto, tutto ciò rende questo libro sicuramente un libro degno di nota, in particolare per tutti coloro interessati alla spiritualità, alla riflessione profonda sulla vita e sui valori centrali per lo spirito umano.

Di nuovo, un caro augurio per l’autore del libro, Andrea Mandonico.

Grazie.

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