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Iraq, Libia e Tunisia: l'UE si impegna più che mai a sostenere questi paesi e le loro popolazioni

10/09/2021 - 20:27
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L'alto rappresentante per gli Affari esteri/vicepresidente della Commissione europea Josep Borrell ha appena concluso una serie di visite in Iraq, Libia e Tunisia. Nel corso di ogni visita ha ribadito l'impegno costante dell'UE nel sostenere questi paesi e le loro popolazioni.

Questa settimana l'alto rappresentante Josep Borrell si è recato in tre paesi molto diversi, ciascuno con le proprie sfide, dove l'UE sta collaborando con i partner per costruire un presente e un futuro migliori. Iraq, Libia e Tunisia sono tutti partner strategici in cui l'UE ha investito nell'arco degli anni per aiutare i governi e i partner sul campo a conseguire risultati concreti a beneficio della popolazione.

Durante le sue visite, l'alto rappresentante ha incontrato anche le autorità e i rappresentanti della società civile: nel ribadire il continuo impegno dell'UE, ha ascoltato quali sono le loro sfide e ha discusso di come l'Unione possa offrire loro il miglior sostegno possibile.

 

Prima tappa: Iraq

La missione dell'alto rappresentante è iniziata con la sua prima visita in Iraq, dove ha incontrato le autorità sia a Baghdad che a Erbil. La visita, finalizzata a sostenere la stabilità, la sovranità e la prosperità del paese, si è svolta in un momento importante, ossia appena un mese prima delle elezioni parlamentari nel paese e una settimana dopo la conferenza di Baghdad del 28 agosto, in cui il governo iracheno ha riunito i leader regionali per promuovere il dialogo e l'allentamento delle tensioni nei rispettivi territori.

"L'Unione europea è determinata a sostenere tali sforzi regionali con ogni strumento e mi impegno personalmente a lavorare per dare seguito a questa importante conferenza", ha dichiarato Borrell riguardo alla conferenza di Baghdad. "Voglio riconoscere il ruolo chiave svolto dall'Iraq quale mediatore costruttivo nella regione", ha aggiunto.

Altre due notizie di rilievo hanno catturato l'attenzione del pubblico.

Anzitutto, nel corso della visita, Josep Borrell ha annunciato che la missione consultiva dell'UE in Iraq (EUAM Iraq) aprirà un nuovo ufficio a Erbil. L'EUAM fornisce già consulenza e competenze alle autorità di Baghdad in materia di riforma del settore della sicurezza civile, contribuendo anche con altre iniziative ad affrontare la situazione della sicurezza, che purtroppo resta complicata.

 

"Solo la settimana scorsa ci siamo trovati a deplorare un altro attacco mortale a Kirkuk", ha dichiarato l'alto rappresentante dopo il suo incontro con il ministro degli Esteri iracheno. "In un paese sovrano non c'è spazio per il terrorismo o per soggetti criminali come Da'esh. Assistiamo inoltre ad atti di violenza e a vessazioni nei confronti di attivisti politici, giornalisti e difensori dei diritti umani. Tutte queste criticità in materia di sicurezza devono essere risolte, specie in vista delle imminenti elezioni parlamentari anticipate che si terranno in ottobre", ha aggiunto.

 

 

L'alto rappresentante ha inoltre annunciato che la primissima missione di osservazione elettorale dell'UE in Iraq è già operativa. Condotta su richiesta delle autorità irachene, la missione fornirà sostegno agli sforzi profusi per preparare elezioni realmente libere ed eque a guida e titolarità irachena che siano inclusive, credibili e partecipative.

"Vogliamo continuare a sostenere la democrazia irachena e a seguire con grande interesse i preparativi delle elezioni di ottobre. Su richiesta irachena, stiamo inoltre conducendo una missione di osservazione elettorale dell'UE", ha dichiarato Borrell.

L'alto rappresentante è rimasto particolarmente colpito dalla determinazione e dal coraggio dei giovani iracheni, oltre che dal dinamismo della società civile. In occasione delle consultazioni bilaterali e della riunione con i rappresentanti della società civile, Josep Borrell ha affermato che l'UE intende sostenere l'ambizioso programma di riforme socioeconomiche e di governance richiesto dal popolo iracheno. Dal 2014 ad oggi, la cooperazione finanziaria offerta dall'UE all'Iraq ha superato quota 1,3 miliardi di EUR.

L'alto rappresentante ha inoltre visitato Erbil, dove ha incontrato in particolare il presidente della regione del Kurdistan iracheno Nechirvan Barzani (link esterno), il primo ministro Masrour Barzani (link esterno), il ministro degli Esteri Falah Mustafa Bakir e l'ex presidente Masoud Barzani.

 

 

"Sarebbe impossibile visitare l'Iraq senza prestare grande attenzione alla regione del Kurdistan", ha dichiarato Borrell.

L'alto rappresentante ha sottolineato l'importanza della regione e della sua buona cooperazione con le autorità federali ai fini della stabilità e della prosperità dell'Iraq, elogiando soprattutto il suo inestimabile contributo nella lotta contro Da'esh.

Durante la sua visita, l'alto rappresentante ha anche avuto l'opportunità di ammirare i tesori della Mesopotamia esposti al museo di Baghdad e la cittadella di Erbil, che l'UNESCO sta restaurando con fondi dell'UE. L'EUAM assiste inoltre il governo iracheno nel recupero dei manufatti rubati.

 

Seconda tappa: Libia

A Tripoli, dov'è giunto l'8 settembre, l'alto rappresentante Borrell ha incontrato la ministra degli Esteri Mangoush, nonché il presidente del Consiglio di presidenza Mohammed Mnefi e il vicepresidente Moussa al Kouni. Ha quindi proceduto a uno scambio di opinioni con l'inviato speciale delle Nazioni Unite Ján Kubiš.

 

 

L'alto rappresentante ha elogiato i significativi progressi compiuti in Libia nell'ultimo anno, che ha visto l'istituzione di un cessate il fuoco, l'unificazione delle istituzioni politiche e l'elaborazione di una tabella di marcia in vista delle elezioni di dicembre.

"Non c'è tempo da perdere: occorre approvare la legislazione necessaria, recarsi al parlamento e avviare gli opportuni preparativi", ha dichiarato l'alto rappresentante Borrell, sottolineando il fermo impegno dell'UE nel continuare a sostenere gli sforzi delle autorità libiche per l'organizzazione delle elezioni presidenziali e parlamentari del 24 dicembre.

L'alto rappresentante ha richiamato l'attenzione sull'importanza di rinnovare la legittimità delle istituzioni libiche, riaffermare la sovranità libica e stabilizzare il paese a beneficio di tutta la popolazione. Ha ribadito il costante impegno profuso dall'UE per contribuire all'attuazione del cessate il fuoco e al ritiro di tutte le forze straniere e per assistere il governo libico nella riforma del settore della sicurezza, anche attraverso la missione dell'UE di assistenza alle frontiere (EUBAM). Con i suoi interlocutori libici si è poi soffermato su come intensificare la cooperazione con l'operazione Irini, al fine di continuare a monitorare il rispetto dell'embargo sulle armi imposto dall'ONU.

"Siamo pronti a mettere in atto un vasto programma di sviluppo delle capacità per aiutare la Libia a rafforzare le sue istituzioni, a livello centrale e locale, se richiesto", ha dichiarato l'alto rappresentante nelle sue osservazioni alla stampa.

 

 

Ultima tappa: Tunisia

"Desideravo ascoltare le diverse componenti della società tunisina e le autorità per comprendere meglio la situazione nella sua complessità", ha dichiarato l'alto rappresentante nelle sue osservazioni alla stampa di venerdì scorso a Tunisi.

L'alto rappresentante si è recato in Tunisia in un momento critico per il paese, con l'intento di ribadire l'impegno dell'UE nei confronti di un partner di grande rilievo.

A Tunisi ha tenuto riunioni con i rappresentanti dei principali partiti politici e della società civile e ha incontrato il presidente Kaïs Saïed.

 

 

Nel sottolineare il rispetto per la sovranità tunisina, l'alto rappresentante Borrell ha ricordato l'importanza che l'UE attribuisce alle fondamenta democratiche della Tunisia e all'osservanza dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali.

Per l'alto rappresentante è fondamentale che si guidi il paese verso il ripristino della stabilità istituzionale, preservando nel contempo queste basi democratiche e seguitando ad ascoltare con attenzione le aspirazioni del popolo tunisino.

"Nei prossimi giorni condividerò questi messaggi e la mia analisi con i miei omologhi europei [...] Sarà sulla base delle azioni e delle misure concrete che saranno adottate nelle prossime settimane che stabiliremo come sostenere e accompagnare meglio la democrazia, la stabilità e la prosperità in Tunisia. Perché questa è la nostra volontà ed è l'obiettivo della mia visita in Tunisia."

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