Delegation of the European Union to Argentina

La Cina, gli Stati Uniti e noi

31/07/2020 - 12:58
From the blog

31/07/2020 - Ogni giorno assistiamo a un inasprimento delle tensioni tra Stati Uniti e Cina, con scontri su vari fronti. Le posizioni si irrigidiscono ed aumentano i fautori di una dissociazione, sia a Washington sia a Pechino. Tale rivalità strategica tra Stati Uniti e Cina sarà probabilmente il principio organizzativo dominante della politica mondiale, indipendentemente da chi uscirà vincitore dalle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti. In tale contesto, dobbiamo mantenere i nervi saldi e strutturare l'approccio dell'UE. A questo proposito vorrei analizzare qui alcuni principi che dovrebbero guidarci.

Alla luce di tutto ciò che sta accadendo nel mondo e dell'ascesa di poteri autoritari, è importante instaurare una forte cooperazione tra le democrazie che condividono gli stessi principi.

La rivalità strategica tra Stati Uniti e Cina sarà probabilmente il principio organizzativo dominante della politica mondiale, indipendentemente da chi uscirà vincitore dalle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti. In tale contesto, dobbiamo mantenere i nervi saldi e strutturare l'approccio dell'UE.

La presenza della Cina sulla scena internazionale è in continua ascesa, una tendenza già riscontrabile prima dell'attuale crisi, ma che la pandemia di COVID-19 ha accentuato. La Cina è diventata più assertiva — secondo alcuni addirittura aggressiva — nei confronti dei suoi vicini, in particolare nel Mar cinese meridionale o alla frontiera con l'India. Inoltre, i leader cinesi non hanno esitato a mettere da parte gli impegni internazionali con l'imposizione della legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong. 

Negli Stati Uniti l'attuale amministrazione ha adottato misure per "contenere" la Cina, in termini commerciali e tecnologici, ma anche in materia di sicurezza. Alcuni parlano addirittura di una nuova "guerra fredda", facendo riferimento alla competizione globale tra gli Stati Uniti e l'ex URSS dopo la seconda guerra mondiale. Naturalmente questa volta le circostanze sono diverse, non da ultimo perché l'URSS non è mai stata la potenza economica che oggi è in tutta evidenza la Cina.

Per quanto riguarda l'Europa, dobbiamo affermare chiaramente la nostra posizione. Come ho già affermato in varie occasioni, dobbiamo seguire il nostro percorso e agire conformemente ai nostri valori e interessi [link]. Ciò non significa che dovremmo rimanere imparziali di fronte ai due protagonisti. In effetti, condividiamo una lunga storia con gli Stati Uniti, contrassegnata dal sostegno decisivo da essi apportato alla sconfitta del nazismo, e in seguito dal loro aiuto nella ricostruzione dell'Europa. Abbiamo lavorato insieme per costruire un'Europa "unita e libera".

Siamo gli eredi dell'Illuminismo e condividiamo un sistema politico: la democrazia, in cui i cittadini chiamano i governi a rendere conto del loro operato. In un certo senso siamo "cugini politici": entrambi impegnati a favore del pluralismo politico, dei diritti individuali, della libertà dei media e del bilanciamento dei poteri. In Europa e negli Stati Uniti le elezioni sono importanti; in Cina non tanto. La combinazione di questa storia comune e dei valori condivisi crea, a priori, una stretta affinità reciproca.

Dal canto suo, la Cina moderna è stata costruita sulla base di valori e di un regime politico molto diversi. Contrariamente a quanto auspicato da molti, in particolare in Europa, lo sviluppo economico della Cina e la crescita della sua classe media non hanno portato a una manifesta evoluzione verso la democrazia, in termini di diritti individuali, di società civile e di libertà di esprimere il dissenso. L'idea di "convergenza attraverso il commercio" è scomparsa.

Al contrario, abbiamo assistito a una diminuzione della tolleranza per il dissenso e a un accentramento dei poteri, in particolare per quanto riguarda lo Xinjiang e Hong Kong. Per rispondere alla grave situazione a Hong Kong, l'UE e i suoi Stati membri hanno recentemente adottato una risposta forte e coordinata, accompagnata da azioni concrete: limitazione della vendita di prodotti che potrebbero essere utilizzati per la repressione interna, l'intercettazione di comunicazioni interne o la sorveglianza informatica, nonché decisioni in materia di visti e borse di studio [link].

Negli ultimi anni la Cina è diventata senza dubbio più potente, ma anche un po' più sola. La Cina è rispettata, ma è anche temuta da molti, in quanto ricorre alla coercizione economica. Di conseguenza, si offusca la sua immagine di superpotenza benevola.

Quale direzione scegliere? Deve essere chiaro che l'Europa continua ad essere durevolmente interessata a collaborare, anche se con difficoltà, con la Cina riguardo a una serie di questioni globali in cui essa svolge un ruolo cruciale. La Cina deve necessariamente essere parte di soluzioni globali a problemi di portata mondiale come la risposta alla pandemia di COVID-19 o l'attenuazione dei cambiamenti climatici. A differenza di Washington, l'Unione europea non manifesta una tendenza verso una rivalità strategica tale da sfociare potenzialmente in una sorta di nuova "guerra fredda" o in una notevole dissociazione sul piano economico .

L'Europa continua ad essere durevolmente interessata a collaborare, anche se con difficoltà, con la Cina riguardo a una serie di questioni globali in cui essa svolge un ruolo cruciale.

Tuttavia, condividiamo con gli Stati Uniti, e con altre democrazie, una serie di gravi preoccupazioni sulla sostanza del comportamento della Cina, che è necessario affrontare: la persistente mancanza di parità di condizioni nel settore economico; gli effetti distorsivi delle sovvenzioni all'industria; l'assenza di reciprocità nelle norme in materia di appalti. L'elenco è piuttosto lungo e la nostra impazienza aumenta poiché, malgrado gli impegni assunti dalla Cina per rispondere a tali preoccupazioni, i risultati in termini di riforme effettive sono insufficienti.

Tutti questi punti sono stati discussi in occasione dell'8º dialogo economico e commerciale di alto livello, che il mio collega e vicepresidente esecutivo Dombrovskis ha tenuto il 28 luglio con il vice primo ministro cinese Liu He [link alla dichiarazione]. È stato un momento importante per discutere la cooperazione sulla ripresa e fare il punto dello stato dei negoziati riguardanti un accordo globale in materia di investimenti. Dal canto suo, l'UE ha chiarito che occorrono ulteriori misure e impegni da parte della Cina in materia di accesso al mercato, sovvenzioni all'industria, questioni regolamentari e in altri settori. Esamineremo nuovamente la situazione in occasione del prossimo vertice dei leader previsto a metà settembre.

Condividiamo con gli Stati Uniti, e con altre democrazie, una serie di gravi preoccupazioni sulla sostanza del comportamento della Cina, che è necessario affrontare

In questo contesto triangolare, è opportuno affermare che l'UE e gli USA hanno riconosciuto il loro crescente interesse a intensificare il dialogo sulle sfide poste dalla Cina. Teniamo a sottolineare l'importanza di analizzare le ambizioni e le sfide globali della Cina, di rafforzare il coordinamento e di condividere le informazioni sui nostri approcci rispettivi.

Per questo nel mese di giugno ho proposto al Segretario Pompeo di avviare un dialogo ad alto livello UE-USA in materia. Ho fornito un esempio tra i tanti: mentre gli Stati Uniti sanzionano Airbus e noi approntiamo misure nei confronti di Boeing, la Cina sovvenziona ampiamente la produzione di aeromobili di grandi dimensioni che saranno venduti in tutto il mondo, anche alle nostre imprese private. Ciò deve essere discusso nell'ambito del dialogo e sono già in corso i lavori per concordare le modalità per strutturare le riunioni tra i funzionari di Bruxelles e quelli di Washington. 

Proprio perché concordiamo con gli Stati Uniti su molti punti riguardo alla Cina, ci rammarichiamo del fatto che recentemente gli USA abbiano spesso adottato, senza consultare l'UE, misure di politica estera unilaterali e, talvolta, dannose per gli interessi dell'UE, tra cui l'imposizione di dazi doganali sui prodotti dell'UE, il ritiro dal PACG sul programma nucleare iraniano, gli ostacoli all'azione globale per contrastare i cambiamenti climatici mediante l'uscita dall'accordo di Parigi o le sanzioni nei confronti delle società europee coinvolte nel progetto Nord Stream.

Per riassumere: alla luce di tutto ciò che sta accadendo nel mondo e dell'ascesa di poteri autoritari, è importante instaurare una forte cooperazione con le democrazie che condividono gli stessi principi. L'UE e gli USA dovrebbero essere al centro di questo sforzo, ma dovremmo anche lavorare in stretta cooperazione con il Giappone, l'India, la Corea del Sud, l'Australia, la Nuova Zelanda, il Canada e altri.

Tweet dell'AR/VP:

Nuovo post sul mio BLOG: la posizione che l'Europa dovrebbe assumere nel contesto della crescente rivalità strategica USA-Cina: XXX. Dobbiamo mantenere i nervi saldi, difendere il multilateralismo e lavorare per rafforzare la cooperazione tra le democrazie che condividono gli stessi principi. #EUDiplomacy

Tweet del SEAE:

Leggi il nuovo post sul blog di @JosepBorell: XXX. Borell enuncia i principi che dovrebbero guidare l'UE di fronte alla crescente competizione strategica tra Stati Uniti e Cina, con riferimenti sempre più frequenti a una dissociazione e a una nuova guerra fredda.

 

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